Dichiarazione d’intento: da sola non basta per non applicare l’IVA

07/12/2018 -  Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

La consegna al proprio fornitore di una dichiarazione d’intento non rappresenta, di per sé, elemento sufficiente per poter effettuare acquisti in sospensione da IVA se, in capo all’esportatore abituale, mancano i requisiti necessari per poter accedere al regime. Grava in capo all’esportatore abituale la responsabilità nel caso in cui, pur avendo inviato la dichiarazione d’intento, di fatto non sia titolare di tali requisiti. Allo stesso modo, grava sempre sull’esportatore abituale la sanzione nel caso in cui abbia indicato nella dichiarazione d’intento l’importo massimo del plafond disponibile, superato senza di fatto informare il propr...

Split payment, incertezze operative

20/07/2017 -  Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

Dal 1° luglio 2017 sono operative le modifiche apportate dalla Manovra correttiva 2017 alla disciplina dello split payment. Alle incertezze che connotano la corretta identificazione del nuovo ambito soggettivo di applicazione del meccanismo dello split payment, se ne aggiungono altre di carattere operativo. Come devono essere fatturate le cessioni effettuate nei confronti di una società quotata, destinataria dello split payment, che si qualifica come esportatore abituale? Il meccanismo della scissione dei pagamenti prevale sul regime della non imponibilità IVA connesso alla presentazione della lettera d’intento? O viceversa?La lettura integrale dell'articolo è ...

Nuove dichiarazioni d’intento e vecchie regole per regolarizzare lo splafonamento

06/04/2017 -  Davide Rossetti, Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

Gli esportatori abituali che effettuano acquisti utilizzando impropriamente il plafond disponibile possono regolarizzare la violazione commessa versando le sole sanzioni con il Mod. F24 ed inserendo l’IVA e i relativi interessi nelle liquidazioni periodiche entro il 31 dicembre dell’anno in cui si è verificata l’irregolarità. È questo il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 16/E/2017, con la quale l’Agenzia delle entrate ha poi confermato la possibilità di regolarizzare la violazione commessa anche mediante la richiesta di emissione delle note di variazione in aumento al soggetto cedente o l’emissione di autofattura e il versame...

Depositi IVA: estrazione di beni da parte dell’esportatore abituale

28/03/2017 -  Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

L’estrazione dei beni dal deposito IVA da parte dell’esportatore abituale può avvenire senza il pagamento dell’IVA previa la trasmissione telematica della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate, che rilascia apposita ricevuta. In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esportatore abituale deve compilare la dichiarazione d’intento per ogni singola operazione indicando come destinatario della stessa il gestore del deposito. Tale chiarimento non si pone in linea con quello reso dalla stessa Agenzia delle Entrate a Confimi Industria, secondo il quale è possibile indicare nella dichiarazione d’intento anc...

Dichiarazioni d’intento: cosa succede in caso di doppio invio?

03/03/2017 -  Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

Dal 1° marzo 2017 è in vigore il nuovo modello di dichiarazione d’intento da utilizzarsi per effettuare acquisti in sospensione da IVA. Al fine di ovviare alle difficoltà derivanti dall’introduzione del modello in corso d’anno e di evitare possibili “paralisi”, seppur provvisorie, nell’emissione di fatture senza IVA, molti esportatori abituali hanno entro il 28 febbraio già inviato ai propri fornitori le dichiarazioni d’intento sostitutive di quelle inviate in precedenza, nelle quali era stato indicato l’intervallo temporale per il quale si chiede al proprio fornitore di emettere le fatture senza l’applicazione de...

Dichiarazione d’intento: si può indicare un plafond superiore a quello disponibile

01/03/2017 -  Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

In un fine mese carico di adempimenti fiscali, i contribuenti si trovano alle prese anche con la presentazione delle nuove dichiarazioni d’intento. Infatti, gli esportatori abituali che hanno compilato - nel vecchio modello in uso fino al 28 febbraio - i campi 3 e 4, sono tenuti a presentare il nuovo modello per poter effettuare acquisti in sospensione d’imposta. In particolare, nel compilare il modello di dichiarazione d’intento, devono decidere se indicare nel campo 2 -ammontare complessivo delle operazioni che si chiede di effettuare senza IVA - un dato puntuale o un presunto del plafond disponibile. Fine mese ricco di adempimenti per i contribuenti: dalla dichiaraz...

Dichiarazione d’intento: il nuovo spesometro può essere d’aiuto?

26/01/2017 -  Roberta De Pirro

Consulenza tributaria e tax compliance

Scendono in campo le nuove dichiarazioni d’intento. Con l’abrogazione della possibilità di emettere dichiarazioni d’intento per gli acquisti che gli esportatori abituali possono effettuare in un dato intervallo, si pongono una serie di questioni di carattere operativo. Si moltiplicano inoltre gli adempimenti formali da porre in essere: in uno scenario che dovrebbe tendere alla semplificazione fiscale, di fatto ci si deve districare in una selva di adempimenti, finalizzati a creare sempre maggiore compliance tra fisco e contribuente, che tuttavia gravano il contribuente di maggiori costi amministrativi. In questo contesto, può essere d’aiuto la nuova comu...


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