Sequestro e confisca di prevenzione. La tutela dei terzi creditori alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 26/2019

17/07/2019 -  Francesco Rubino

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

La questione giuridica sottesa alla pronuncia in commento attiene alla legittimità costituzionale dell'art. 1 comma 198 della legge 228 del 2012 nella parte in cui limita alle specifiche categorie di creditori ivi menzionati la possibilità di ottenere soddisfacimento dei propri crediti sui beni del proprio debitore che siano stati attinti da confisca di prevenzione.Il vaglio di legittimità della predetta disposizione normativa non può prescindere dal bilanciamento tra i due interessi che si contrappongono in materia: da un lato, l'interesse pubblico a garantire l'ordine e la sicurezza attraverso la sottrazione dei profitti illecitamente accumulati a coloro che se ...

Sequestro: la deroga alla sospensione feriale dei termini si estende ai reati tributari

01/03/2019 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

Con ordinanza del 6 settembre 2018 il tribunale di Pavia ha rigettato la richiesta di riesame reale avverso il decreto di sequestro preventivo emesso in data 20 luglio 2018 nei confronti di B.G., in relazione ai reati di cui agli artt. 416, commi 1 e 2, 81 cpv., 603-bis, comma 1, n. 1, comma 2, comma 3 nn. 1, 2, 3, comma 4, n. 1 e 110 c.p.; 10-quater nn. 2, 4, 5 e 10-ter d.lgs. 74/2000, in uno con l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Il sequestro preventivo era finalizzato alla confisca diretta dei beni delle società coinvolte, costituenti profitto di reato, fino alla concorrenza di euro 14.803.842, corrispondente all'imposta evasa e, in caso di mancato rep...

Vaccinazioni, i problemi applicativi per le scuole

14/01/2019 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

Oggi il tema delle vaccinazioni è estremamente complesso e controverso. La causa di tale confusione è innanzitutto la normativa di settore vigente: la legge 119/2017, infatti, impone una serie di adempimenti formali in capo ai dirigenti scolastici senza disciplinare in alcun modo i profili sostanziali relativi alla tutela della salute degli iscritti, che risultano inscindibilmente connessi a tali adempimenti. A ciò si aggiunga il fatto che le successive circolari ministeriali in materia di adempimenti vaccinali non hanno contribuito in maniera efficace a colmare tali lacune essendo le stesse spesso di difficile comprensione ed applicazione. L'eccesso di adempimenti forma...

Bancarotta documentale. Sulla sussistenza dell’obbligo di consegna delle scritture contabili in capo all'ex amministratore della società fallita

23/05/2018 -  Francesco Rubino, Roberta Francia

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

La pronuncia qui in commento concerne un episodio di bancarotta fraudolenta: ai tre imputati venivano contestati i reati di cui agli artt. 110 c.p., 216, 223, 219 r.d. 267/1942. Se è ormai noto che in capo all'ex amministratore della società fallita, che abbia effettivamente cessato ogni carica, non possa configurarsi un obbligo di consegna delle scritture contabili al curatore, in quanto terzo rispetto alla società stessa, la pronuncia riveste interesse per quanto concerne la posizione del liquidatore. A questo proposito occorre sottolineare che l'art. 223 r.d. 267/1942 estende l'applicazione dell'art. 216 agli amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai liqu...

La corruzione dell'arbitro: un ingiustificato vuoto di tutela penale

26/04/2018 -  Francesco Rubino, Roberta Francia

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

Con il decreto di archiviazione in commento il giudice si interroga se sia configurabile o meno, in capo all’arbitro, la responsabilità penale per i delitti di corruzione o di corruzione in atti giudiziari, anche alla luce del novellato art. 813, comma 2, c.p.c. secondo il quale “agli arbitri non compete la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio”. L’organo giudicante, dopo avere analizzato l’evoluzione giurisprudenziale della disciplina dell’arbitrato, risponde negativamente al quesito affermando che dal momento che la corruzione configura un’ipotesi di reato c.d. proprio, per il quale la qualifica soggettiva d...

Sequestro preventivo e reati tributari. Quando risponde il legale rappresentante con il suo patrimonio?

29/12/2017 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

La Corte di Cassazione con la sentenza del 12 luglio 2017 n. 45552 ha affermato che “in tema di omesso versamento di ritenute dichiarate o certificate ex art. 10-bis d.lgs. 74/2000 commesso dal legale rappresentante di una società, può essere disposto il sequestro preventivo per equivalente sui beni della persona fisica del soggetto attivo del reato laddove emerga un'oggettiva situazione di illiquidità della persona giuridica e il profitto del reato non risulti nella disponibilità della società”. La vicenda coinvolge il legale rappresentante di una società per azioni, imputato del reato di cui all'art. 10-bis d.lgs. 74/2000, nei confronti...

Infortuni sul lavoro. L'indicazione del rischio salva il "Responsabile servizio prevenzione" dalla responsabilità penale?

20/12/2017 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

La Corte di Cassazione ha affermato che: “non è configurabile la responsabilità penale in capo al responsabile del servizio di prevenzione e protezione (R.S.P.P.) per il reato di lesioni colpose aggravato dalla violazione antinfortunistica ex art. 590, comma 2, c.p. e aggravato ex art. 61, comma 3, c.p., qualora questi abbia diligentemente valutato e, conseguentemente segnalato, tramite un documento di valutazione rischi (D.V.R.) completo e idoneo, i fattori di rischio presenti in azienda, con ciò adempiendo all'obbligo, sullo stesso gravante in forza della posizione di garante ascrittagli di impedire l'evento (Ipotesi in cui la Suprema Corte ha dichiarato inammiss...

La tutela del minore nell’era del cyberbullismo: l’attivazione del procedimento penale e le digital investigations

20/12/2017 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

A partire dagli anni 2000, con l’avvento delle nuove tecnologie e l’espansione della comunicazione elettronica e online sono sorte al fianco dell’identità personale innumerevoli identità digitali, costituite dall’insieme di dati personali e informazioni presenti nell’ambiente virtuale del web (o cyberspazio) relativi ad un soggetto o ente. È in tale contesto che è avvenuto il trasferimento online del fenomeno antisociale del bullismo, nota forma di comportamento consistente in un’aggressione o molestia fisica o psicologica ripetuta nei confronti di una o più vittime considerate dal soggetto agente come...

L’evoluzione del bullismo, dai banchi di scuola al web

07/11/2017 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

A partire dagli anni 2000, il fenomeno del bullismo si è trasferito on-line: la diffusione tra i giovanissimi del linguaggio Web 2.0 ha trasformato il bullismo “tradizionale” in una forma più subdola e pericolosa perché più immediata, anonima ed esponenzialmente amplificata.Il cyberbullo, celandosi dietro al suo “profilo” ed al device, può colpire la vittima con un'aggressività e con un'estensione impensabili nella vita reale. Questa nuova piaga sociale impone l'adozione di mezzi e strumenti adeguati per neutralizzare le terribili conseguenze che si ripercuotono sulle vittime.La scuola diventa attore primario dell'educazione e...

La dichiarazione fiscale integrativa può essere fraudolenta?

05/09/2017 -  Francesco Rubino, Chiara Langè

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

La Suprema Corte ha ritenuto irrilevante, agli effetti della configurabilità del reato di dichiarazione infedele previsto dall’art. 4 d.lgs. 74/2000, la presentazione della c.d. dichiarazione integrativa, successiva a quella annuale, anche qualora quest’ultima indichi un fatturato tale da superare le soglie di punibilità stabilite dalla norma. L’accezione “annuale” – a giudizio della Corte di Cassazione – esclude qualunque altro tipo di dichiarazione e delimita l’ambito applicativo della fattispecie penale in questione sia sotto il profilo della condotta perpetrata, sia con riferimento al momento consumativo del reato. La norma in...


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