Conferimento di partecipazioni a “neutralità indotta” non applicabile tra società non residenti

Tax advisory and tax compliance

Il regime fiscale di “neutralità indotta” (o “realizzo controllato”) previsto dall’articolo 177, comma 2, del DPR n. 917/1896 non trova applicazione nel caso in cui la società conferitaria e la società scambiata siano entrambe non residenti nel territorio dello Stato. È quanto ha precisato l’Agenzia delle entrate, nella Risoluzione n. 43/E/2017, evidenziando che da punto di vista soggettivo valgono le stesse condizioni individuate con riferimento alla permuta di partecipazioni (art. 177, co. 1, DPR n. 917/1986).

Pertanto, allo scambio di partecipazioni che coinvolga società non residenti si applicano le ordinarie regole impositive (art. 9 DPR n. 917/1986), e non la previsione secondo la quale alle azioni o quote ricevute a seguito di conferimenti in società, mediante i quali la società conferitaria acquista il controllo della società scambiata, ovvero incrementa la percentuale di controllo, sono valutate, ai fini della determinazione del reddito del conferente, in base alla corrispondente quota delle voci di patrimonio netto formato dalla società conferitaria per effetto del conferimento.

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione 4 aprile 2017, n. 43/E