Credito d’imposta ricerca e sviluppo: ammissibili anche le spese per progetti a favore di terzi

Tax advisory and tax compliance

L’Agenzia delle entrate, nella Risoluzione n. 32/E/2017, ha chiarito che per il riconoscimento del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo non assume alcuna rilevanza la modalità con la quale viene commissionata l’attività di ricerca; ciò che rileva è unicamente la conformità dei progetti di ricerca ai requisiti che danno diritto al credito.

La fattispecie in esame era relativa ad un’associazione di cooperative che aveva commissionato a un ente di ricerca taluni progetti che riguardavano il campo di attività di alcune delle cooperative dell’associazione.

I progetti dovevano essere realizzati nell’interesse delle associate e i risultati degli stessi sarebbero stati destinati a favore di una delle cooperative, che sarebbe subentrata in seguito in tutti i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto, e che avrebbe altresì proceduto con il pagamento delle spese relative a questi progetti.

L’Agenzia delle entrate ha ritenuto che le suddette modalità di commissione dell’attività di ricerca non costituiscano un ostacolo per usufruire del credito d’imposta previsto per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione 10 marzo 2017, n. 32/E