Decreto Dignità convertito in legge il 7 Agosto 2018

NEWSLETTER

D.L. 12 Luglio 2018, n. 87 (cd. “Decreto Dignità”)
Entrato in vigore il 14 Luglio 2018 - convertito in legge il 7 Agosto 2018
in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale



** 
Ieri il Senato ha approvato la conversione in Legge del Decreto Legge 87/2018, conosciuto come “Decreto Dignità”: il nuovo provvedimento legislativo non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma è verosimile che il testo definitivo sarà quello che (da subito) è stato reso disponibile sul sito istituzionale del Senato.

Tale Legge avrà un riflesso sul contratto di lavoro a termine, sul contratto di somministrazione, sul lavoro occasionale nonché sulla misura delle indennità - risarcitoria e conciliativa - in ipotesi di licenziamento ingiustificato.

Alla luce di tali significativi impatti che siffatta Legge avrà nell’ambito del mondo del lavoro, abbiamo ritenuto fornire subito una prima sintesi delle disposizioni appena licenziate, in attesa di leggere il testo ufficiale e della definitiva entrata in vigore del provvedimento – di cui forniremo un pronto aggiornamento non appena possibile.**



CONTRATTO A TERMINE - ART. 1

Sono previste quattro ipotesi per l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato:

  • fino a 12 mesi: assunzione senza alcuna motivazione;
  • da 13 a 24 (limite massimo): obbligo di motivazione, relativa a:
  • ragioni «temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività per esigenze sostitutive di altro lavoratore»;
  • ragioni «connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria»;


L’obbligo di motivazione deve essere assolto anche in ipotesi di proroga oltre i 12 mesi e di rinnovo del contratto (vale a dire stipulazione di un nuovo contratto dopo il primo periodo di 12 mesi).

Le proroghe non possono essere più di 4.

Il limite di contingentamento massimo è aumentato al 30%.

Sanzioni:

  • in ipotesi di stipulazione dei contratti senza l’indicazione della causale (quando obbligatoria) o di superamento del limite temporale dei 24 mesi (in qualsiasi modo, vale a dire anche a seguito di proroghe o rinnovi) il contratto da tempo determinato si converte in contratto a tempo indeterminato (cd. “stabilizzazione”);
  • in ipotesi di superamento della percentuale di contingentamento pagamento di una sanzione amministrativa per un importo pari al:

a) 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non è superiore a uno;

b) 50% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale è superiore a uno.

Il contributo addizionale già previsto dalla Legge Fornero nella misura dell’1,4%, è aumentato dello 0,5%, vale a dire a 1,9%, in ipotesi di rinnovo del contratto originariamente stipulato.

ATTENZIONE: REGIME TRANSITORIO

In sede di conversione dovrebbe essere stata approvata una disciplina transitoria tra regole di stipulazione del Jobs Act (D.Lgs 81/15) e quelle del Decreto Dignità. Tale regime transitorio dovrebbe prevedere che le disposizioni del Decreto Dignità si applichino «ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successivi al 31 ottobre 2018».

Ciò determinerà quattro possibili differenti discipline, determinate dal momento in cui un contratto dovesse essere stato stipulato o, scaduto, lo si volesse prorogare o rinnovare:

  1. Fino al 13 Luglio 2018 => Jobs Act: no causale, durata max 36 mesi, contingentamento 20% (salvo diversa previsione del contratto collettivo applicabile);

  2. Dal 14 Luglio 2018 al 9 Agosto 2018 => Decreto Dignità: causale dopo 12 mesi, durata max 24 mesi

  3. Dal 10 Agosto 2019 al 31 Ottobre 2018 => Regime transitorio: rinnovi e proroghe Jobs Act; nuove assunzioni Decreto Dignità 

  4. Dal 1° Novembre 2018 in poi => Decreto Dignità: causale dopo 12 mesi, durata max 24 mesi, contingentamento 30% (salvo diversa previsione del contratto collettivo applicabile)


SOMMINISTRAZIONE – ART. 2

  • Si applicano le regole del contratto a termine;
  • la percentuale massima di contingentamento dei somministrati è elevata al 30% (salvo diversa disposizione dei contratti collettivi);
  • non vi è più l’obbligo di osservare uno iato temporale tra un contratto e l’altro (no stop and go);
  • sanzioni:
    • omessa indicazione della causale di assunzione a termine: conversione del contratto a tempo indeterminato (cd. “stabilizzazione”);
    • somministrazione fraudolenta: ammenda di € 20 per ogni lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione.
       

LAVORO OCCASIONALE – ART. 2BIS

Vengono mantenuti i cd. “voucher” ma solo a favore delle attività agricole, alberghiere, turistiche, nonché per gli enti locali che occupino fino a 8 lavoratori.

La durata massima dell’attività lavorativa occasionale deve essere pari a un massimo 10 giorni.


LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO E PER GIUSTA CAUSA – ART. 3

L’indennità di licenziamento in ipotesi di recesso ingiustificato è aumentata come segue:
indennità minima: 6 mensilità
indennità massima: 36 mensilità

L’indennità per l’offerta conciliativa di cui all’art. 6 del D.Lgs. 23/2015 (che deve essere avanzata entro 60 giorni dal licenziamento e non costituisce reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e non è assoggettata a contribuzione previdenziale) è aumentata come segue:
indennità minima: 3 mensilità
indennità massima: 27 mensilità

Per ulteriori approfondimenti sulle tematiche affrontate potete far riferimento agli avvocati
Giovanni A. Osnago Gadda, Alessandra Boati e Bianca Savini del Dipartimento di Diritto del Lavoro e delle Relazioni Industriali.