Dichiarazione d’intento: il nuovo spesometro può essere d’aiuto?

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Tax advisory and tax compliance

Scendono in campo le nuove dichiarazioni d’intento. Con l’abrogazione della possibilità di emettere dichiarazioni d’intento per gli acquisti che gli esportatori abituali possono effettuare in un dato intervallo, si pongono una serie di questioni di carattere operativo. Si moltiplicano inoltre gli adempimenti formali da porre in essere: in uno scenario che dovrebbe tendere alla semplificazione fiscale, di fatto ci si deve districare in una selva di adempimenti, finalizzati a creare sempre maggiore compliance tra fisco e contribuente, che tuttavia gravano il contribuente di maggiori costi amministrativi. In questo contesto, può essere d’aiuto la nuova comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute (spesometro trimestrale)?

In un contesto di grande fermento normativo, con il provvedimento del 2 dicembre 2016 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di dichiarazione d’intento che - dal 1° marzo prossimo - sostituirà quello introdotto con il provvedimento del 12 dicembre 2014 e successivamente modificato con il provvedimento 11 febbraio 2015.
La disciplina relativa all’invio delle dichiarazioni d’intento ha subìto un significativo restyling nel 2014 ad opera del decreto Semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014).
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