Fallimenti, poteri più ampi per il P.M.

Business crisis

Con la sentenza n. 2228 del 30 gennaio 2017, la Cassazione ha stabilito che il P.M. è legittimato a chiedere il fallimento di un imprenditore anche se la notitia decoctionis sia stata da lui appresa nel corso di indagini svolte nei confronti di soggetti diversi dall’imprenditore medesimo.

La particolarità della pronuncia consiste nel fatto che gli elementi indice di insolvenza raccolti dal P.M. possono essere relativi a una società diversa rispetto a quella nei cui confronti l’Autorità stia indagando svolgendo le sue funzioni. La Cassazione, sul punto, ha sottolineato che il profilo della «modalità con cui è stata appresa la notitia decoctionis non ha alcuna incidenza sulla legittimazione del pubblico ministero» che opera anche se la notitia emerge nel corso di indagini rivolte a contesti e soggetti diversi. L’unico limite al potere di iniziativa del P.M., «è che la notitia decoctionis sia stata appresa nel corso di indagini comunque legittimamente svolte a prescindere dai tempi di approfondimento investigativo direttamente incidenti sulla società insolvente».

La sentenza offre quindi un’interpretazione estensiva dell’art. 7 della L.F. ampliando poteri e campo di azione del P.M.

 

Rif. Cass. Civ., Sez. I, sentenza 30 gennaio 2017 n. 2228