La nuova tutela del whistleblower

Corporate criminal liability

Il "whistleblower”, ossia colui che segnala reati o illeciti commessi nell’ambito dell’attività lavorativa, trova per la prima volta tutela di rango normativo nell’ordinamento italiano. Il Disegno di Legge S. 2208, approvato in via definitiva dalla Camera, e ad oggi in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, interviene sia nel settore pubblico che in quello privato imponendo una serie di adempimenti da porre in essere.

In sintesi:

  1. Procedura Whistleblowing: creazione di procedure e di policy specifiche per la gestione della segnalazione di comportamenti illeciti da parte del personale aziendale;
  2. Meccanismi di segnalazione primari: previsione di meccanismi di segnalazione idonei a tutelare l'anonimato del segnalante;
  3. Meccanismi di segnalazione crittografati: istituzione di canali secondari di segnalazione che abbiano una protezione informatica (crittografia) specifica;
  4. Sistema disciplinare: integrazione del sistema disciplinare volto a punire qualunque caso di ritorsione del segnalante.

La novella, inoltre, prevede sanzioni specifiche (da € 10.000 ad € 50.000) per il soggetto aziendale che:

  • non adegui l'ente alle previsioni normative, adottando apposite procedure e canali di segnalazione;
  • esegua qualunque atto che produca nei confronti del segnalante una sanzione, un demansionamento, il licenziamento, il trasferimento o qualunque altra misura organizzativa che abbia effetto discriminatorio e negativo sulle condizioni di lavoro del segnalante.

Per gli enti privati, è necessario un aggiornamento del Modello Organizzativo (D.Lgs. 231/01) e del sistema disciplinare per i casi di inosservanza delle misure di tutela introdotte e di pretestuosità o strumentalità delle segnalazioni.

 

Rif. Disegno di Legge S. 2208, approvato in via definitiva dalla Camera il 15 novembre 2017, e ad oggi in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.