La riforma della responsabilità medica è Legge

Corporate criminal liability

Dal 1 aprile 2017 entra in vigore la nuova riforma della responsabilità medica (L. n. 24 dell’8.03.2017) che ha novellato la disciplina della responsabilità civile, penale, amministrativa e disciplinare delle strutture sanitarie (pubbliche e private) nonchè degli operatori sanitari.

In ambito civilistico, l’articolato di norme contiene una serie di novità di rilievo in punto di attribuzione della responsabilità civile per i danni occorsi ai pazienti (art. 7): la struttura assume una responsabilità di natura contrattuale, mentre l’esercente risponde unicamente a titolo extracontrattuale (in questo caso con maggiore tutela per l’operatore sanitario poiché l’onere della prova grava sul paziente danneggiato e la prescrizione dell’azione decorre nel più breve termine quinquennale). L’azione di rivalsa dell’ente ospedaliero (art. 9) nei confronti dell’operatore sanitario può essere promossa solo in caso di dolo o colpa grave successivamente all’avvenuto risarcimento ed entro un anno dal versamento della somma dovuta.

Sul piano procedurale (art. 12) il danneggiato può agire direttamente nei confronti dell’assicurazione che presta la copertura assicurativa alle strutture sanitarie e al singolo esercente la professione. Quali condizioni di procedibilità della domanda giudiziale vengono individuati, alternativamente, la proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo o il tentativo di mediazione ex DLgs n. 28/2010: il ricorrente deve pertanto prima esperire uno dei due predetti procedimenti.

Sul piano amministrativo viene istituita la figura del Garante del diritto alla salute al fine di segnalare anomalie nel sistema dell’assistenza sanitaria.

Sotto il profilo penalistico è introdotta una nuova fattispecie all’art. 590-sexies, c.p. rubricato “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”.

 

Rif. Legge 8 marzo 2017 n. 24, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 il 17 marzo 2017