Ne bis in idem e doppio binario sanzionatorio: la parola a Bruxelles

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L’ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione n. 20675 del 13 ottobre 2016 si pone come un nuovo, importante momento della dialettica tra giurisprudenza nazionale ed europea in materia di ne bis in idem. La Sezione Tributaria della Suprema Corte ha infatti sollevato questione pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), chiedendo alla Corte di Giustizia di pronunciarsi in merito a due specifiche questioni: l’operatività o meno, alla luce dei principi contemplati dall’art. 50 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (CDFUE, c.d. Carta di Nizza) e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU – art. 4 del settimo Protocollo), del doppio binario sanzionatorio, e quindi la esperibilità di un procedimento amministrativo relativo a fatti per cui sia già intercorsa, in capo al medesimo soggetto, sentenza penale di condanna passata in giudicato; nonché la possibilità, alla luce del medesimo complesso normativo, di applicazione diretta in Italia dei principi unionali in materia di divieto di doppio giudizio (e doppia punibilità), con conseguente disapplicazione della norma interna.

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