Nelle scissioni è legittimo il trattamento favorevole all’Erario

Corporate, Finance and Capital Market

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 90 del 2018, ha dichiarato la legittimità costituzionale dei seguenti articoli:

  • 173, comma 13, DPR n. 917/1986 nella parte in cui prevede, in caso di scissione parziale di una società, la responsabilità solidale e illimitata della società beneficiaria dei debiti tributari riferibili a periodi di imposta anteriori alla data dalla quale l’operazione ha effetto;
  • 15, comma 2, DLgs n. 472/1997, nella parte in cui prevede, in caso di scissione parziale, che ciascuna società beneficiaria è obbligata in solido al pagamento delle somme dovute a titolo di sanzione per le violazioni commesse anteriormente alla data dalla quale la scissione produce effetto.Segnatamente, sotto il primo profilo, aveva argomentato la violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza poiché il trattamento riservato ai debiti civilistici è differente in quanto la beneficiaria risponde in solido, ma limitatamente alla quota di patrimonio netto attribuitale. Sotto il secondo profilo, invece, la Ctp aveva ritenuto che le disposizioni censurate indichino un regime di solidarietà per i debiti tributari che prescinde dalla valutazione della capacità contributiva del soggetto obbligato.In secondo luogo, la Corte ha affermato che la capacità contributiva sussiste in capo alla società originaria e non va parametrata al patrimonio netto delle società beneficiarie.

La Corte Costituzionale ha concluso che le questioni sono infondate ritenendo, in primo luogo, non violato l’articolo 3 della Costituzione, in ragione del carattere speciale dei debiti tributari rispetto a quelli civilistici derivante dall’articolo 53, in forza del quale tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in proporzione alla propria capacità contributiva. Inoltre, tali crediti vanno ad alimentare la finanza pubblica perché sia assicurato l’equilibrio di bilancio tra entrate e spese.

La Commissione Tributaria Provinciale di Pisa che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sosteneva la violazione degli articoli 3 e 53 della Costituzione.

Rif. Corte Costituzionale, Sentenza n. 90 del 26 aprile 2018