Rimborsi IVA a soggetti non residenti pagabili anche a terzi

Tax advisory and tax compliance

Un soggetto passivo residente in un altro Stato UE può conferire ad un soggetto terzo il mandato per ottenere il rimborso dell’IVA assolta in Italia, solo in presenza di una procura speciale conferita per iscritto con firma autenticata.

È questa la conclusione alla quale è giunta l’Agenzia delle entrate, nella Risoluzione n. 110/E/2016, fornendo risposta all’istanza di interpello presentata da un soggetto passivo olandese che fornisce servizi di assistenza per l’ottenimento dei rimborsi IVA a soggetti passivi che hanno assolto l’imposta in uno Stato membro diverso da quello di stabilimento. Tali servizi riguardano l’intera procedura, dalla presentazione telematica dell’istanza all’Amministrazione fiscale dello Stato membro di stabilimento all’incasso delle somme corrisposte dalle autorità fiscali dello Stato membro del rimborso. Con particolare riferimento alle procure formate all’estero, l’Agenzia ha precisato che è necessario che l’atto sia autenticato da un notaio o da un pubblico ufficiale e legalizzato da parte dell’autorità competente. Tale ultima formalità è sostituita dall’apposizione della “postilla” nel caso in cui il soggetto passivo IVA avente diritto al rimborso risieda in un Paese aderente alla Convenzione dell’Aja. Qualora, invece, questi risieda in un Paese aderente alla Convenzione di Bruxelles, non è richiesta alcuna legalizzazione, neppure mediante “postilla”.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione 28 novembre 2016, n. 110/E