Sulla natura delle erogazioni di somme di denaro effettuate dai soci in favore della società partecipata

Corporate, Finance and Capital Market

Con ordinanza n. 20978 del 23 agosto 2018 la Cassazione ha affrontato la questione della natura dell’erogazione di somme di denaro effettuata dai soci a favore della società partecipata. Queste possono avvenire alternativamente a titolo di mutuo, rappresentando quindi un finanziamento che deve essere restituito al socio, ovvero a titolo di versamento, confluendo in un’apposita riserva in conto capitale (o altre denominazioni simili) e potendo essere utilizzate da parte della società per ripianare le perdite o per la sottoscrizione di nuovo capitale e potendo essere restituite al socio soltanto qualora siano stati pagati tutti i debiti sociali. La qualificazione dell’erogazione dipende dall’esame della volontà negoziale, la quale deve trarsi dal modo in cui il rapporto è stato attuato in concreto, dalle finalità pratiche cui esso appare essere diretto e dagli interessi che vi sono sottesi. Nel caso di specie la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un socio di una società a responsabilità limitata che chiedeva la restituzione di quanto elargito – secondo il ricorrente a titolo di finanziamento – in virtù di una delibera assembleare con la quale veniva richiesto ai soci di effettuare un’erogazione in favore della società per ripianare i debiti di quest’ultima. La Suprema Corte, qualificando tale pagamento come versamento in conto capitale, ha negato il diritto alla restituzione. Ciò in quanto il versamento era stato sollecitato dall’organo amministrativo della società in considerazione della tensione finanziaria in essere e sarebbe stato quindi qualificabile come capitale di rischio. A nulla rileva il fatto che il socio che aveva effettuato l’erogazione avesse successivamente ceduto la propria quota di partecipazione al capitale sociale e che nell’atto di cessione fosse stata inserita una clausola che includeva la cessione di “ogni diritto, azione e ragione spettante al socio cedente nei confronti della società ceduta”.

 

Rif. Cassazione civile, sezione terza, ordinanza 23 agosto 2018 n. 20978