Transfer pricing: la documentazione evita le sanzioni

Transfer pricing and company valuations

Per disapplicare le sanzioni previste in materia di prezzi di trasferimento è sufficiente la produzione della documentazione richiesta a nulla rilevando l’esattezza dell’analisi dei prezzi contenuta nella documentazione medesima. È questa la conclusione alla quale è giunta la Commissione tributaria regionale della Lombardia, nella sentenza n. 2454 del 15 maggio 2017, accogliendo la tesi della ricorrente.

Parimenti a quanto già statuito dai giudici di prime cure, quelli di secondo grado hanno confermato che per beneficiare dell’esimente della non applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, comma 6 D. Lgs. n. 471/1997, non rileva la correttezza dei prezzi di trasferimento contenuta nella documentazione, ma soltanto la stessa messa a disposizione da parte della società in favore dell’Amministrazione finanziaria della documentazione stessa.

In altre parole, nel corso di accessi, ispezioni o verifiche o di ogni altra attività istruttoria da parte dell’erario, il contribuente è tenuto a presentare la documentazione di cui al Provvedimento n. 2010/137654 (country file e master file), non rilevando il giudizio nel merito da parte dell’Amministrazione finanziaria circa la mancata comparabilità delle società utilizzate come “tested party” o la non correttezza del valore normale applicato dal contribuente.

 

Rif. Commissione tributari regionale della Lombardia, sentenza del 15 maggio 2017, n. 2454