Trasformazione e recesso del socio: inapplicabile la clausola arbitrale per le controversie

Litigation and arbitration

La Corte di Cassazione - ordinanza n. 21036 dell’11 settembre 2017 - ha chiarito che nel caso in cui un socio receda da una società di persone e questa si trasformi, poi, in una S.r.l. il cui statuto contenga una clausola compromissoria, l’eventuale controversia sorta tra socio e società in punto di liquidazione della partecipazione, non è arbitrabile ma deve essere devoluta al giudice ordinario. Ciò in quanto il recesso da una società di persone è un atto unilaterale recettizio con la conseguenza che la dichiarazione produce i suoi effetti nel momento in cui viene portata a conoscenza della società: il socio, una volta comunicato il recesso, perde tale sua qualità di socio maturando un semplice diritto di credito di liquidazione della quota. Il rapporto sociale tra socio e società si scioglie per effetto del recesso e tutte le successive vicende che interessino la società sono a questo inopponibili con la conseguenza che diventa irrilevante la successiva trasformazione in S.r.l. (recante nel suo statuto una clausola compromissoria). Rispetto a questi eventi il socio receduto è un terzo estraneo e, più esattamente, un creditore della società trasformata, alla quale vengono infatti trasferiti i crediti e i debiti che la società aveva contratto in precedenza.

 

Rif. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 11 settembre 2017 n. 21036