28 febbraio 2019: invio dell’esterometro relativo a gennaio 2019

13/02/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

Scade il 28 febbraio 2019 il termine per l’invio di dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e/o ricevute da/a soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, diverse da quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale o per le quali sia stata emessa e/o ricevuta fattura elettronica, effettuate nel mese di gennaio 2019 (c.d. “esterometro”).

È quanto previsto dall’articolo 1, comma 3-bis, del DLgs n. 127/2015, a seguito dell’introduzione dell’obbligo dell’emissione della fattura elettronica, che riguarda unicamente le transazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato (c.d. transazioni “domestiche”) o rese a privati consumatori residenti in Italia.

Ne consegue che sono escluse da tale obbligo le operazioni rese a/da soggetti non stabiliti in Italia (UE, extra-UE), le quali continuano ad essere giustificate da fattura cartacea.

Di conseguenza, i dati relativi a tali fatture - non transitando tramite lo SdI - devono essere comunicati all’Agenzia delle entrate separatamente, mediante la trasmissione dell’esterometro, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di emissione e/o ricezione della fattura.

Nulla esclude, però, che anche per le operazioni rese a soggetti non stabiliti in Italia possa essere emessa la fattura elettronica, indicando nel campo “Codice Destinatario” del file XML di “XXXXXXX”. In tal caso, l’inclusione dei dati relativi a tali operazioni nell’esterometro è facoltativa, in quanto l’Agenzia delle entrate è già in possesso degli stessi.

Nello specifico, con riferimento alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori IVA residenti devono trasmettere le seguenti informazioni:

  • dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento comprovante l'operazione;
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile;
  • l'aliquota IVA applicata e l'imposta ovvero, ove l'operazione non comporti l'annotazione dell'imposta nel documento, la tipologia dell'operazione (codice natura).

Per quel che concerne le modalità operative per la trasmissione dei dati, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 89757/2018 del 30 aprile 2018 (par. 9) rimanda alle previste dalle specifiche tecniche contenute nell’Allegato allo stesso, che sono di fatto quelle ad oggi già previste per l’invio dello spesometro.

Infine, per completezza di informazione, si ricorda che entro il prossimo 28 febbraio 2019, i soggetti passivi IVA sono tenuti a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, anche:

  1. lo spesometro relativo all’ultimo trimestre 2018 (o secondo semestre 2018 per i contribuenti che hanno optato per l’invio semestrale dello stesso);
  2. la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al 4° trimestre 2018.

Lo Studio resta a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario.

 

Fattura elettronica: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

12/02/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

L’Agenzia delle entrate, in occasione di una serie di incontri organizzati con la stampa specializzata, ha reso significativi chiarimenti in ordine all’obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica in vigore dal 1° gennaio 2019.

Detto obbligo - si ricorda - riguarda unicamente le transazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato (c.d. transazioni “domestiche”) o rese a privati consumatori residenti in Italia. Ne sono, quindi, escluse le operazioni rese a/da soggetti non residenti (UE, extra-UE), i cui dati devono essere trasmessi all’Agenzia delle entrate, mediante la compilazione del c.d. esterometro.

Fatturazione elettronica: emissione nel periodo di moratoria delle sanzioni

Nel primo semestre 2019 è ammessa la possibilità di emettere la fattura elettronica entro il termine per effettuare la prima liquidazione IVA, senza l’applicazione di sanzioni.

Pertanto, i contribuenti che liquidano l’IVA con cadenza mensile, relativamente ad operazioni effettuate nel mese di gennaio 2019, possono emettere la relativa fattura:

  • entro il termine per la prima liquidazione IVA (18 febbraio 2019), senza corrispondere alcuna sanzione;
  • entro il termine per la seconda liquidazione IVA (18 marzo 2019), con l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 6 del DLgs n. 471/1997 (90%-180% dell’imposta) ridotta al 20% e di quella per omesso versamento dell’IVA prevista dall’art. 13 del DLgs n. 471/1997. Resta ferma la possibilità di fare ricorso al ravvedimento operoso.

 Fatturazione elettronica: emissione a regime

Dal 1° luglio 2019 sarà possibile emettere la fattura immediata entro 10 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione.

Pertanto, nel caso di consegna di beni effettuata il 10 luglio 2019, la fattura elettronica dovrà essere emessa entro il 20 luglio 2019.

Nulla cambia, per quel che concerne invece l’emissione della fattura differita la quale, ai sensi dell’art. 21. co. 4, lett. a), del DPR n. 633/1972, deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Inoltre, nel caso di emissione della fattura differita, la data da indicare nella stessa deve essere quella di trasmissione allo SdI.

Fattura elettronica e detrazione IVA

A seguito delle modifiche apportate all’art. 1, co. 1 del DPR n. 100/1998, è possibile esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente.

Fattura elettronica e reverse charge

Con specifico riferimento al reverse charge, occorre distinguere tra:

  • reverse charge esterno che trova applicazione nel caso di acquisti di beni intracomunitari e di prestazioni di servizi ricevute da soggetti UE e extra-UE. All’atto della ricezione della fattura in formato cartaceo si deve procedere come si faceva in passato: registrazione della stessa nei registri IVA acquisti ed IVA vendite;
  • reverse charge interno che trova applicazione al ricorrere di specifiche fattispecie derogatorie dell’ordinario sistema di liquidazione del tributo, appositamente individuate dall’articolo 17 e 74 del DPR n. 633/1972.  
  • In tal caso, la contabilizzazione della fattura potrà avvenire come in passato, ovvero con registrazione della stessa nei registri IVA acquisti ed IVA vendite. In alternativa, in luogo dell’integrazione della fattura, è possibile emettere un’“autofattura” da allegare al file XML in formato cartaceo o elettronico. In questa seconda opzione, nel campo “Tipo Documento” si deve indicare il codice TD1.

Fattura elettronica e operazioni con soggetti non residenti

Le fatture relative ad operazioni rese nei confronti di soggetti non residenti (UE e extra-UE) non devono essere obbligatoriamente emesse in formato elettronico. Laddove si decida di emetterle, comunque, in formato XML, nel campo “Codice destinatario” occorre indicare “xxxxxxx” ed inviare copia della fattura al cliente straniero.

In tal caso non occorre comunicare i dati relativi a dette fatture all’Agenzia delle entrate, mediante la compilazione dell’esterometro, adempimento che riguarderà solo le fatture passive. Resta, invece, confermato l’invio dei modelli INTRASTAT.

Diversamente, laddove si decida di continuare ad emettere in formato cartaceo le fatture relative ad operazioni rese a soggetti non residenti, i dati relativi alle stesse devono essere trasmessi all’Agenzia tramite l’esterometro.

Fattura elettronica e commercio al dettaglio

I soggetti che svolgono commercio al dettaglio, se viene loro richiesta l’emissione della possono, all’atto dell’erogazione del servizio operare come segue:

  1. emissione della fattura differita: rilasciare ricevuta fiscale o scontrino fiscale da utilizzare come documenti idonei per la successiva emissione della fattura differita. In tal caso, al momento dell’emissione della fattura differita sarà necessario scorporare dal totale dei corrispettivi quelli certificati tramite lo scontrino/ricevuta;
  2. emissione della fattura immediata: rilasciare apposita quietanza che ha valore solo commerciale e non fiscale, o in alternativa stampa della fattura o ricevuta del POS in caso di pagamento elettronico. È altresì ammessa l’emissione dello scontrino/ricevuta fiscale e al momento dell’emissione della fattura sarà necessario scorporare dal totale dei corrispettivi quelli certificati tramite lo scontrino/ricevuta.

 

Lo Studio resta a Vostra disposizione per qualunque ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario.

 

Intermediari finanziari: dettati i criteri per la corretta identificazione

22/01/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

Il Decreto Legislativo 29 novembre 2018, n. 142, attuativo della Direttiva UE 2016/1164 recante norme contro le pratiche di elusione fiscale (c.d. Direttiva Atad), tramite l’introduzione nel T.U.I.R. del nuovo art. 162-bis, fornisce una definizione univoca di intermediario finanziario valida ai fini della determinazione della base imponibile IRES ed IRAP e per l’applicazione dell’addizionale IRES.

 

Tale definizione è finalizzata a delimitare il perimetro di applicazione di alcune norme tributarie che riguardano gli enti finanziari quali, ad esempio:

 

  • la deducibilità ai fini IRES degli interessi passii ed oneri assimilanti;
  • la deducibilità ai fini IRES delle svalutazioni delle perdite su crediti;
  • la determinazione della base imponibile IRAP;
  • l’applicazione dell’addizionale IRES del 3,5%;
  • la corretta applicazione delle disposizioni IVA (i.e. determinazione della pro-rata di detrazione).

 

Il nuovo articolo 162-bis del T.U.I.R. individua in primo luogo due differenti categorie di soggetti:

  1. gli intermediari finanziari;
  2. le società di partecipazione non finanziaria e assimilati.

 

Intermediari finanziari

 

Nel gruppo degli intermediari finanziari sono compresi:

  1. gli intermediari finanziari di cui all’articolo 2, comma 1, lett. c), del DLgs n. 38/2005 (i.e. banche, SIM, SGR, società che svolgono attività di finanziamento nei confronti del pubblico);
  2. gli operatori del microcredito e i confidi;
  3. le società di partecipazione finanziaria, ossia i soggetti che esercitano in via esclusiva e prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in intermediari finanziari.
  4.  

Società di partecipazione non finanziaria e assimilati

 

Nel gruppo delle società a partecipazione non finanziaria sono compresi:

  1. i soggetti che esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari (c.d. holding industriali);
  2. i soggetti che svolgono un’attività finanziaria non nei confronti del pubblico.

 

Al fine di identificare correttamente tali soggetti, viene fornita una definizione di “esercizio prevalente dell’attività di assunzione di partecipazione”.

 

Secondo quanto disposto dall’articolo 162-bis, comma 2, del T.U.I.R., l’esercizio prevalente dell’attività di assunzione di partecipazioni sia in intermediari finanziari che in soggetti diversi dagli intermediari finanziari sussiste, quando, in base ai dati del bilancio approvato relativo all’ultimo esercizio, l’ammontare complessivo delle partecipazioni e degli altri elementi patrimoniali intercorrenti con i soggetti partecipati, unitariamente considerati, è superiore al 50% del totale dell’attivo patrimoniale.

Pertanto, diversamente da quanto previsto dalla disciplina previgente, per l’identificazione dell’attività svolta in via prevalente non occorre più procedere con la verifica del doppio requisito (patrimoniale e reddituale), in base ai dati dei bilanci relativi agli ultimi due esercizi, ma si deve verificare il solo requisito reddituale sulla base dei dati del bilancio approvato relativo all’ultimo esercizio.

 

Tale modifiche trovano applicazione a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

 

Mediante la previsione di un’apposita clausola di salvaguardia, il legislatore ha fatto salvi i comportamenti difformi assunti dai contribuenti ai fini della determinazione del reddito complessivo ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione netta ai fini IRAP nei periodi d’imposta precedenti a quello di efficacia delle nuove disposizioni, anche se non coerenti con le stesse.

 

Si segnala, infine, che per effetto delle modifiche apportate all’articolo 10, comma 10, del DLgs n. 141/2010, a decorrere dal 2019 anche le holding industriali – che fino al 2018, erano tenute ad essere iscritte in un’apposita sezione dell’elenco generale degli intermediari finanziari prevista dall’articolo 113 del DLgs n. 385/1193 – per effetto delle modifiche apportate all’articolo 10, del DLgs n. 141/2010, devono effettuare gli obblighi comunicativi all’Anagrafe tributaria.

 

A titolo esemplificativo, devono essere oggetto di comunicazione, tra l’altro, la detenzione di partecipazioni; i finanziamenti ricevuti dai soci della holding e quelli effettuati dalla holding alle società partecipazioni; i prestiti obbligazionari; i rapporti di cash pooling e le variazioni relative agli stessi.

 

Lo Studio è a disposizione per chiarimenti in merito a quanto sopra e assistenza professionale per gli obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria.

 

 

 

Rif. Decreto Legislativo 29 novembre 2018, n. 142, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 dicembre 2018, n. 300.

 

Legge di bilancio per il 2019: principali novità

09/01/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

La Legge di bilancio per l’anno 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2019, reca una serie di novità fiscali e legali.

Di seguito si riporta una prima sintesi delle principali novità contenute nell’articolo 1 della legge.

Novità in materia IRES

  • Interessi passivi e società immobiliari
  • Tassazione agevolata degli utili reinvestiti in beni strumentali e occupazione – Mini-IRES
  • Iper-ammortamenti: proroga con modifiche
  • Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo: modifiche
  • Credito d’imposta per acquisto di prodotti in plastica riciclata
  • Credito d’imposta per la formazione 4.0: proroga con modifiche
  • Rifinanziata la nuova Sabatini
  • Rivalutazione beni d’impresa
  • Abrogazione dell’ACE
  • Abrogazione della maggiore deduzione IRAP per i dipendenti assunti a tempo interminato
  • Abrogazione del credito d’imposta per i soggetti IRAP privi di dipendenti

Novità in materia IVA ed imposte indirette

  • Sterilizzazione dell’aumento delle aliquote IVA per il 2018
  • Fatturazione elettronica: dati trasmessi attraverso il Sistema Tessera Sanitaria
  • Credito d’imposta per adeguamento dei registratori di cassa
  • Fattura elettronica nei confronti di consumatori finali
  • Retroattività delle modifiche all’articolo 20 del DPR n. 31/1986 - Imposta di registro

Novità in materia IRPEF

  • Estensione del regime forfetario
  • Imposta sostitutiva sui compensi derivanti da lezioni private e ripetizioni
  • Flat tax per ricavi e compensi fino a € 100.000
  • Estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale
  • Agevolazioni per gli interventi di efficienza energetica negli edifici, di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e bonus verde
  • Proroga della rivalutazione di terreni e partecipazioni

Accertamento e contenzioso

  • Definizione dei ruoli da omesso versamento

Varie

  • Deduzione IMU immobili strumentali
  • Imposta sui servizi digitali
  • Cedolare secca: estensione anche agli immobili commerciali
  • Somme investite in start-up innovative: incremento della deduzione IRES e della detrazione IRPEF
  • Voucher manager-Industria 4.0
  • Credito d’imposta pubblicità

 

Rif. Legge 31 dicembre 2018, n. 145, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018

 

 

 

Legge n. 136/2018: principali novità fiscali

19/12/2018

Consulenza tributaria e tax compliance

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2018, n. 293, la legge 17 dicembre 2018, n. 136 (“Legge”), in vigore dal 19 dicembre 2018, che ha convertito, con modifiche, il decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119. Di seguito si propone una prima sintesi delle principali novità fiscali rispetto alle disposizioni già previste dal D.L. n. 119/2018 (in merito al quale si cfr. nostra newsletter del 24 ottobre 2018).

Modifica della soglia di accesso all’interpello sui nuovi investimenti

19/12/2018

Contenzioso tributario

È stato ridotto da 30 a 20 milioni di euro il valore minimo degli investimenti per l’accesso all’istituto dell’interpello sui nuovi investimenti effettuati in Italia, da imprese residenti o straniere, da cui derivano significative e durature ricadute sull’occupazione.

Tale disposizione si applica alle istanze di interpello presentate dai contribuenti a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Definizione agevolata dei processi verbali di constatazione

19/12/2018

Contenzioso tributario

Per quanto attiene l’accesso alla definizione agevolata del PVC, viene confermato che la stessa deve riguardare l’intero contenuto dello stesso ed è ammessa solo con riferimento a quelli consegnati entro consegnati entro il 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del DL n. 119/2018).

La definizione si realizza mediante la presentazione, entro il 31 maggio 2019, della dichiarazione di regolarizzazione per i periodi d’imposta per i quali non sono scaduti i termini dell’accertamento e il versamento delle imposte relative alle violazioni contestate per ciascun periodo d’imposta, senza sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione o in massimo 20 rate trimestrali di pari importo.

La legge di conversione ha previsto che il versamento delle rate successive alla prima debba essere effettuato entro l’ultimo giorno di ogni trimestre. Gli interessi legali, previsti in caso di pagamento rateale, devono essere calcolati a partire dal giorno al termine della prima rata.

Proroga del meccanismo del reverse charge

19/12/2018

Consulenza tributaria e tax compliance

Mediante l’inserimento del comma 2-bis, nell’articolo 2 del DL n. 119/2018 è stata prorogata fino al 30 giugno 2022 l’applicazione del meccanismo del reverse charge alle seguenti cessioni in scadenza al 31 dicembre 2018:

  • apparecchi terminali per il servizio radiomobile terrestre di comunicazione e non più anche a quelle di loro componenti ed accessori;
  • console da gioco, tablet PC e laptop, nonché ai dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione ceduti prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale;
  • quote di emissione di gas a effetto serra;
  • unità che possono essere utilizzate dai gestori e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • gas e energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditore.

Definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione – Rottamazione-ter

19/12/2018

Contenzioso tributario

In sede di conversione del DL n. 119/2018 sono state apportate alla c.d. rottamazione -ter delle modifiche relative alle modalità di pagamento delle somme dovute e agli effetti derivanti dalla presentazione dell’istanza per accedere alla stessa.

Per quel che concerne le modalità di pagamento delle somme dovute:

  • viene elevato da 10 a 18 il numero delle rate, in caso si opti per il pagamento rateale;
  • è riformulata la tempistica del versamento: la scadenza del versamento delle prime due rate, pari ciascuna al 10% del totale dovuto, resta confermata al 31 luglio e 30 novembre 2019. Le restanti 16 rate (ognuna pari al 5% del dovuto) devono essere corrisposte ogni trimestre in luogo delle precedenti scadenze semestrali.

Viene disposto che il tardivo versamento delle rate non superiore a 5 giorni rispetto alla scadenza ordinaria non produca la decadenza della rottamazione e non si applichino interessi al ritardato versamento. Tale previsione trova applicazione anche per i versamenti dovuti dai soggetti che hanno aderito alla rottamazione-bis. Infine, viene stabilito che a seguito della presentazione dell’istanza per aderire alla rottamazione-ter è ammesso il rilascio del DURC.

Definizione agevolata delle controversie tributarie

19/12/2018

Contenzioso tributario

Le modifiche più significative in materia di pacificazione fiscale introdotte dalla legge n. 136/2018 sono quelle relative alla definizione agevolata delle controversie tributarie.

Nello specifico, viene previsto che:

  1. in caso di ricorso pendente iscritto in primo grado, la controversia può essere definita versando il 90% del valore della stessa (non più il 100%);
  2. nel caso in cui sia soccombente l’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale, le controversie possono essere definite mediante il pagamento del 40% (vs. precedente 50%) valore della lite in caso di soccombenza in primo grado e del 15% (vs. precedente 20%) del valore della controversia in caso di soccombenza in secondo grado;
  3. in caso di accoglimento parziale del ricorso o comunque di soccombenza ripartita tra il contribuente e l’Agenzia delle entrate, l’importo del tributo è dovuto per intero con riferimento alla parte di atto confermata dalla pronuncia giurisdizionale e nella misura ridotta (40% in primo grado e 15% in secondo grado) per la parte di atto annullata;
  4. le controversie pendenti innanzi alla Corte di Cassazione alla data del 24 ottobre 2018, per le quali l’Agenzia delle entrate risulti soccombente in tutti i gradi di giudizio possono essere definite col pagamento del 5% del valore della controversia;
  5. gli enti territoriali possono stabilire, entro il 31 marzo 2019, l’applicazione della definizione agevolata delle liti anche alle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte un proprio ente strumentale.

 


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