Legge di bilancio 2020: mappa delle principali novità

14/01/2020

Consulenza tributaria e tax compliance

La Legge di bilancio per l’anno 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160), pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 45/L della sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2019 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2020, reca una serie di novità fiscali.

Clicca qui per leggere una prima sintesi in materia di IRES, IRPEF e IVA.

Legge di conversione del Decreto fiscale 2020: guida alle principali novità

27/12/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

La Legge 19 dicembre 2019 n. 157, che converte, con modifiche, il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124 (“Decreto fiscale”) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 dicembre 2019 n. 301, reca una serie di disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili.

Le disposizioni contenute nella legge – salve specifiche previsioni - entrano in vigore dal 25 dicembre 2019.

Di seguito una prima sintesi delle principali novità.

Le modifiche apportate dalla suddetta legge alla disciplina dei reati penal-tributari di cui al D.Lgs n. 74/2000 e alla responsabilità amministrativa degli enti di cui al D.Lgs n. 231/2001 sono oggetto di uno specifico alert.

 

Novità in materia IVA

  • Estensione del meccanismo del reverse charge
  • Utilizzo dei file delle fatture elettroniche
  • Fattura elettronica e Sistema tessera sanitaria
  • Precompilata IVA
  • Esterometro
  • Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
  • Autoscuole: abrogata l’esenzione IVA

 

Novità in materia di imposte sui redditi

  • Trust
  • Piani individuali di risparmio - PIR
  • Regime fiscale degli impatriati
  • Esenzione fiscale dei premi della lotteria degli scontrini ed istituzione di premi speciali per il cashless
  • Quota versamenti in acconto
  • Dividendi alle società semplici

 

Novità in materia di compensazioni

  • Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti
  • Accollo del debito d’imposta altrui e divieto di compensazione
  • Cessazione della partita IVA e inibizione alla compensazione
  • Contrasto alle indebite compensazioni

 

Altre novità

  • Estensione del ravvedimento operoso ai tributi locali
  • Modello 730
  • Modifiche al regime dell’utilizzo del contante
  • Lotteria degli scontrini
  • Compensazione debiti fiscali-crediti PA
  • Interessi sui debiti fiscali
  • Obbligo di pagamento della tassa automobilistica regionale attraverso il pagoPA
  • Agevolazioni fiscali relative a veicoli elettrici e a motore ibrido

 

 

Legge di conversione del Decreto fiscale 2020: modifiche ai reati penal-tributari

27/12/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

La Legge 19 dicembre 2019, n. 157, di conversione del Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124 (Decreto fiscale), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 2019, n. 301, apporta delle modifiche agli strumenti introdotti dal Decreto fiscale per rafforzare e razionalizzare la risposta sanzionatoria che l’ordinamento giuridico nazionale prefigura in rapporto ai reati tributari.

Tali finalità sono perseguite attraverso:

  1. una riformulazione dell’apparato sanzionatorio propriamente penale, con modifiche al DLgs n. 74/2000, consistenti in un complessivo inasprimento delle pene principali e in una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali;
  2. un’estensione anche al settore penal-tributario di incisive misure e sanzioni di natura patrimoniale a carico di chi viene condannato per i reati tributari più gravi;
  • un ampliamento del perimetro applicativo del sistema della responsabilità degli enti di cui al DLgs n. 231/2001 ad alcuni reati previsti dal DLgs n. 74/2000.

Tali modifiche entrano in vigore 24 dicembre 2019, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge n. 157/2019.

Ritenute fiscali e appalti: al committente copia delle deleghe di pagamento

27/12/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

La Legge 19 dicembre 2019, n. 157, di conversione del decreto legge del 26 ottobre 2019, n. 124, riscrive completamente la disciplina introdotta dal decreto stesso in ordine al versamento delle ritenute fiscali operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati nell’ambito dei lavori eseguiti da imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici.

Al fine di limitare i casi di omesso versamento di ritenute fiscali operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati nell’ambito dei lavori eseguiti da imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici, infatti, l’articolo 4 del DL n. 124/2019 aveva previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, in tutti i casi in cui un committente - sostituto d’imposta residente in Italia – avesse affidato ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali trattenute dalle imprese appaltatrici o affidatarie e da quelle subappaltatrici sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione dell’opera o del servizio sarebbe dovuto essere eseguito direttamente dal committente.

La Legge n. 157/2019 modifica completamente quanto sopra, stabilendo che - a decorrere dal 1° gennaio 2020 – i committenti sono tenuti a richiedere all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice – la quale è obbligata a rilasciarla – copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute fiscali operate sulle retribuzioni dei lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione di opere o servizi affidati dagli stessi.

Con specifico riferimento alla decorrenza degli obblighi in commento, l’Agenzia delle entrate – Risoluzione del 23 dicembre 2019, n. 108 – ha precisato che gli stessi trovano applicazione con riferimento alle ritenute operate a decorrere dal mese di gennaio 2020 (e, quindi, relativamente ai versamenti eseguiti nel mese di febbraio 2020), anche con riguardo ai contratti di appalto, affidamento o subappalto stipulati in un momento antecedente al 1° gennaio 2020.

 

Adempimenti e responsabilità del committente

Dal 1° gennaio 2020, i soggetti - sostituti d’imposta residenti ai fini delle imposte sui redditi nel territorio dello Stato - che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore ad € 200.000 ad un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera, presso le sedi di attività del committente, con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualsiasi forma, sono tenuti a richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e all’ impresa subappaltatrice – che a sua volta è obbligata a rilasciarlacopia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute fiscali operate sulle retribuzioni dei lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente.

Nel caso in cui l’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, entro i 5 giorni lavorativi successivi al termine fissato per l’effettuazione del pagamento delle ritenute, abbia maturato il diritto a ricevere corrispettivi dall’impresa committente, ma:

  1. questa non abbia inviato al committente la copia delle deleghe di pagamento delle ritenute fiscali e le informazioni relative ai lavoratori ovvero,
  2. il versamento delle ritenute fiscali risulti omesso o insufficiente rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa al committente,

quest’ultimo deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati, fino a quando perdura l’inadempimento, fino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio, ovvero per un importo pari alle ritenute non versate rispetto ai dati risultati dalla documentazione trasmessagli.

Di ciò il committente deve dare comunicazione, entro 90 giorni, all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate competente nei suoi confronti.

È preclusa all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice ogni azione esecutiva finalizzata al soddisfacimento del credito il cui pagamento è stato sospeso, fino a quando non sia stato eseguito il versamento delle ritenute.                            

Inoltre, in caso di inottemperanza dei suddetti obblighi, il committente è obbligato al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice per la violazione degli obblighi di corretta determinazione delle ritenute e di corretta esecuzione delle stesse, nonché di tempestivo versamento, senza possibilità di compensazione.

 

Adempimenti dell’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice

L’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice è tenuta:

  1. al versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione;
  2. al rilascio al committente di copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute fiscali operate, entro i cinque giorni lavorativi successivi al termine fissato per l’effettuazione del pagamento delle stesse;
  3. alla trasmissione al committente, entro i 5 giorni lavorativi successivi al termine fissato per l’effettuazione del pagamento delle ritenute, di un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante il codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dallo stesso, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

Intervenendo in materia, l’Agenzia delle entrate – Risoluzione n. 108/E del 23 dicembre 2019 – ha precisato che la quantificazione dei versamenti distinti per ciascun committente (e quindi della retribuzione corrisposta al dipendente in esecuzione della specifica opera o servizio affidatogli e conseguentemente della relativa ritenuta operata), debba essere effettuata sulla base di parametri oggettivi (come ad esempio sulla base del numero di ore impiegate in esecuzione della specifica commessa).

 

Non applicazione degli obblighi comunicativi

Gli obblighi comunicativi in questione non trovano applicazione se l’impressa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice comunica al committente, allegando la relativa certificazione, la sussistenza dei seguenti requisiti nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza prevista per la trasmissione della copia delle deleghe di pagamento delle ritenute fiscali e delle informazioni relative ai lavoratori:

  1. risulti in attività da almeno 3 anni, sia in regola con gli obblighi dichiarativi e abbia eseguito nel periodo d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio versamenti complessivi registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime;
  2. non abbia iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’IRAP, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50.000 euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti o siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Dette previsioni non applicano per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta la decadenza.

 

A decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni in parola, la certificazione attestante i suddetti requisiti viene messa a disposizione delle singole imprese dall’Agenzia delle entrate e ha validità di 4 mesi dalla data del suo rilascio.

Infine, le imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici non possono avvalersi dell’istituto della compensazione per estinguere le obbligazioni relative a contributi previdenziali, assistenziali e premi assicurativi obbligatori maturati in relazione ai dipendenti direttamente impiegati nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati dal committente.

 

Morri Rossetti editing the International Comparative Legal Guide concerning Telecoms, Media & Internet

05/12/2019

TMT e Data Protection

The Firm informs you that Carlo Impalà – our Head of the TMT and Data Protection Dept. – has contributed to the Italian section of the prestigious “ICLG International Comparative Legal Guide” on the legal framework applicable to Telecommunications Media and Internet regulations (attached for your ease of reference, or available at https://iclg.com/practice-areas/telecoms-media-and-internet-laws-and-regulations/italy).

The purpose of the guide is to provide a practical cross-border insight into laws and regulations applicable to the TMT sectors.

ICLG, published by Global Legal Group, is a comparative guide which analyzes 50 different legal areas in 188 jurisdictions.

The document contains the answers to a series of questions aimed at helping the reader to navigate and understand regulations in different countries, thus making them easier to comprehend.

To consult the free guide, click here or download the pdf attached.

Cessioni intra-UE: identificativo IVA e Intrastat condizioni sostanziali per la non imponibilità

04/12/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

Dal 1° gennaio 2020, la conoscenza del numero identificativo IVA del soggetto acquirente e il corretto invio degli elenchi riepilogativi INTRASTAT da parte del soggetto cedente costituiscono elementi sostanziali (e non più formali) per poter beneficiare del regime della non imponibilità IVA con riferimento alle operazioni intra-UE.

Con l’entrata in vigore della Direttiva 2018/1910/UE - che deve essere recepita dai singoli Stati membri entro il 31 dicembre 2019 – a seguito delle modifiche recate all’articolo 138 della Direttiva 2006/112/CE - alle operazioni intra-UE può essere applicato il regime della non imponibilità IVA, solo al ricorrere congiunto delle seguenti condizioni.

  1. Attuali presupposti per una cessione intra-UE
  • entrambi gli operatori (cedente e cessionario) devono essere soggetti passivi d’imposta in due Stati membri diversi;
  • la cessione deve avvenire a titolo oneroso;
  • la cessione deve determinare il trasferimento della proprietà o di altro diritto reale sul bene ceduto;
  • i beni devono essere spediti o trasportati da uno Stato membro ad un altro.

  1. Nuovi elementi sostanziali per poter beneficiare della non imponibilità IVA
  • il soggetto passivo o un ente non soggetto passivo destinatario della cessione (acquirente) è identificato ai fini dell'IVA in uno Stato membro diverso da quello in cui la spedizione o il trasporto dei beni ha inizio e ha comunicato al cedente tale numero di identificazione IVA prima della realizzazione dell’operazione;
  • l’identificativo IVA dell’acquirente deve essere inserito nel sistema di scambio di informazioni sull’IVA (VIES), condizione questa essenziale per informare lo Stato membro di arrivo dalla presenza dei beni nel suo territorio.

Pertanto, nell’ipotesi in cui il cedente non rispetti i suddetti obblighi informativi, il regime della non imponibilità IVA non trova applicazione, salvo il caso in cui questi dimostri di aver agito in buona fede.

  1. Elenchi riepilogativi Intrastat

Oltre alla sussistenza dei predetti requisiti in merito alla presenza del numero identificativo IVA, per poter beneficiare del regime di non imponibilità IVA il cedente deve presentare/redigere correttamente gli elenchi riepilogativi Intrastat. Resta ferma la possibilità per il cedente - che non ha operato correttamente - di giustificare debitamente davanti alle autorità fiscali la sua mancanza secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle stesse.

Verifiche da implementare

In considerazione di suddette novità, sarebbe opportuno prima del 1° gennaio 2020, ossia prima di porre in essere nuove operazioni con soggetti residenti o stabiliti in altri Paesi UE, verificare:

  1. l’esistenza del numero identificativo IVA dei clienti UE e l’inserimento dello stesso nel registro VIES;
  2. il corretto invio degli elenchi riepilogativi Intrastat.

Resta inteso che per poter effettuare cessioni Intra-UE è necessario essere in possesso di un identificativo IVA inserito dell’archivio VIES.

 

Rif. Direttiva 2018/1910/UE del 4 dicembre 2018

Morri Rossetti nella redazione di ''ICLG International Comparative Legal Guide” in ambito Telecomunicazioni, Media & Internet

04/12/2019

TMT e Data Protection

Lo studio Morri Rossetti è lieto di informarLa che L’Avv. Carlo Impalà - responsabile del Dipartimento TMT e Data Protection dello Studio, ha partecipato alla redazione della prestigiosa ICLG International Comparative Legal Guide” in ambito Telecomunicazioni, Media & Internet. L’obiettivo è quello di fornire un insight di taglio pratico sulla normativa di riferimento. 

ICLG, pubblicata da Global Legal Groupè una guida comparativa che analizza 50 differenti aree legali in 188 diverse giurisdizioni. Il documento è composto da una serie di Q&A pensate per facilitare il lettore nella navigazione e nella comprensione delle differenze normative nei diversi paesi.


La consultazione della guida è disponibile cliccando qui o scaricando il pdf in allegato.

Appalti e subappalti: le ritenute fiscali le versa il committente

13/11/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

 

Il decreto legge del 6 ottobre 2019, n. 124, al fine di limitare i casi di omesso versamento di ritenute fiscali operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati nell’ambito dei lavori eseguiti da imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici, trasferisce l’obbligo di versamento delle ritenute in capo al committente, previo trasferimento della provvista e invio dei dati da parte delle imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici.

A decorrere dal 1° gennaio 2020, in tutti i casi in cui un committente - sostituto d’imposta residente in Italia - affidi ad un’impresa l’esecuzione di opere o servizi, il versamento delle ritenute fiscali trattenute dalle imprese appaltatrici o affidatarie e da quelle subappaltatrici sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione dell’opera o del servizio dovrà essere eseguito direttamente dal committente.

 

Adempimenti e responsabilità in capo l’impresa appaltatrice o affidataria e subappaltatrice

A tal fine sarà necessario che l’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice deve fornire al committente:

  • la provvista necessaria per effettuare il versamento delle ritenute su di uno specifico conto corrente del committente, almeno 5 giorni prima della data prevista per il versamento delle stesse (il giono 16 del mese successivo a quello di erogazione della retribuzione);
  • tramite PEC, un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti del lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
  • tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessari per effettuare il pagamento delle ritenute;
  • i dati identificativi del bonifico effettuato al committente per fornirgli la provvista di denaro.

Nel caso in cui, entro il termine per fornire all’impresa committente la provvista necessaria per il pagamento delle ritenute, l’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice abbia maturato il diritto a ricevere corrispettivi da parte del committente, può inviare a quest’ultimo la richiesta di compensare in tutto o in parte le somme necessarie all’esecuzione del versamento delle ritenute con il credito residuo derivante da corrispettivi spettanti e non ancora ricevuti.

L’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice resta responsabile della corretta determinazione delle ritenute e della corretta esecuzione delle stesse, nonché del versamento, senza possibilità di fare ricorso alla compensazione, laddove entro i 5 giorni antecedenti al termine per effettuare il versamento non abbia provveduto a:

  • fornire al committente la provvista necessaria;
  • trasmettere la richiesta di compensazione delle ritenute con i corrispettivi maturati e i dati necessari affinché il committente provveda al versamento delle ritenute.

 

Adempimenti e responsabilità in capo al committente

Il committente, che ha ricevuto il denaro necessario per effettuare il versamento delle ritenute, lo esegue senza possibilità di utilizzare i propri crediti d’imposta in compensazione, entro il giorno 16 del mese di scadenza, in luogo del soggetto che ha effettuato le ritenute. Lo stesso deve indicare nella delega di pagamento (F24) il codice fiscale del soggetto per conto il quale il versamento è stato eseguito.

Il committente che ha effettuato il pagamento delle ritenute per conto dell’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, deve darne loro comunicazione (tramite PEC) entro i successivi 5 giorni.

Il committente è responsabile per il tempestivo versamento delle ritenute effettuate dalle imprese appaltatrici, subappaltatrici:

  1. entro il limite della somma dell’ammontare dei bonifici ricevuti dalle stesse e dei corrispettivi maturati a favore delle imprese appaltatrici o affidatarie e ancora non corrisposti;
  2. integralmente nel caso in cui non abbia comunicato tempestivamente all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice gli estremi del conto corrente bancario o postale su cui versare la provvista di denaro o abbia eseguito i pagamenti alle imprese affidatarie, appaltatrici o subappaltatrici inadempienti.

Qualora l’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice non trasmetta i dati necessari per l’effettuazione del versamento delle ritenute oppure non esegua nel termine previsto il versamento dei fondi necessari per il versamento delle ritenute da parte del committente, quest’ultimo deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati vincolando le somme ai fini del versamento delle ritenute, dandone comunicazione entro 90 giorni all’Agenzia delle Entrate. In tal caso è preclusa all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice qualsiasi azione esecutiva finalizzata al soddisfacimento del credito il cui pagamento è stato sospeso, fino a quando non viene eseguito il versamento delle ritenute.

Tuttavia, laddove entro 90 giorni dalla scadenza prevista, l’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice fornisca al committente la provvista necessaria per il pagamento delle ritenute o gli inoltri la richiesta di compensazione con i corrispettivi maturati, questi è tenuto al versamento delle stesse, facendo ricorso all’istituto del ravvedimento operoso (addebitato all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice le sanzioni e gli interessi versati).

 

Pagamento diretto delle ritenute da parte delle imprese appaltatrici, subappaltatrici e affidatarie

L’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice può eseguire direttamente il versamento delle ritenute, comunicando al committente tale opzione entro la data prevista per la provvista fondi, allegando una certificazione messa a disposizione delle singole imprese dall’Agenzia delle entrate che attesta che nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della suddetta scadenza:

  • è in attività da almeno 5 anni ovvero ha eseguito nel corso dei due anni precedenti complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni;
  • non ha iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori a 50.000 euro, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione.

Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente previsione, la suddetta certificazione sarà messa a disposizione delle singole imprese dall'Agenzia delle entrate, mediante canali telematici e l’autenticità della stessa sarà riscontrabile dal committente mediante apposito servizio telematico messo a disposizione dall'Agenzia stessa.

 

 

 

Rif. Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 2019, n. 252

Decreto fiscale: modifiche ai reati penal-tributari

29/10/2019

NEWSLETTER

Il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 2019, n. 252, introduce una serie strumenti volti a rafforzare e razionalizzare la risposta sanzionatoria che l’ordinamento giuridico nazionale prefigura in rapporto ai reati tributari.

In primo luogo, si interviene in maniera significativa sull’apparato sanzionatorio propriamente penale, con modifiche al DLgs n. 74/2000 consistenti in un complessivo inasprimento delle pene principali e in una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali.

In secondo luogo, si estendono anche al settore penal-tributario incisive misure a sanzioni di natura patrimoniale a carico di chi viene condannato per i reati tributari più gravi.

Inoltre, viene esteso l’ambito applicativo del sistema della responsabilità degli enti di cui al DLgs n. 231/2001 anche al delitto di dichiarazione fraudolenta mediante l‘uso di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti.

Tali modifiche entrano in vigore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del presente decreto.

Per scoprire tutte le novità clicca qui

Decreto fiscale ottobre 2019: principali novità in ambito tributario

28/10/2019

Consulenza tributaria e tax compliance

Il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 2019, n. 252 ed in vigore dal 27 ottobre 2019, reca una serie di disposizioni urgenti in materia fiscale.

Di seguito una prima sintesi delle principali novità:

 

  • Quota versamenti in acconto
  • Contrasto alle indebite compensazioni
  • Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge
  • Accollo del debito d’imposta altrui e divieto di compensazione
  • Cessazione della partita IVA e inibizione alla compensazione
  • Trust
  • Utilizzo dei file delle fatture elettroniche
  • Fattura elettronica e Sistema tessera sanitaria
  • Precompilata IVA
  • Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
  • Modifiche al regime dell’utilizzo del contante
  • Esenzione fiscale dei premi della lotteria degli scontrini ed istituzione di premi speciali per il cashless
  • Sanzione lotteria degli scontrini
  • Credito d’imposta su commissioni pagamenti elettronici
  • Sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e di credito
  • Autoscuole: abrogata l’esenzione IVA
  • Modifiche all’articolo 96 del DPR n. 917/1986
  • Riapertura del termine di pagamento della prima rata della rottamazione - ter

 

                                                                                  *****

 

Le modifiche apportate dal suddetto decreto alla disciplina dei reati penal-tributari di cui al D.Lgs. n. 74/2000 e alla responsabilità amministrativa degli enti di cui al D.Lgs. n. 231/2001 saranno oggetto di specifica comunicazione.

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