Comunicazioni trimestrali IVA: i chiarimenti dell’Agenzia

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L’Agenzia delle entrate, con la Circolare 7 febbraio 2017, n. 1/E, fornisce i primi chiarimenti in merito agli obblighi connessi alle nuove comunicazioni trimestrali IVA introdotte dal DL n. 193/2016. Di seguito se ne riporta una sintesi

 1. Ambito soggettivo

L’Agenzia delle entrate conferma che sono esclusi dall’obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, i contribuenti che si avvalgono del:

  • regime speciale previsto per i produttori agricoli situati nelle zone montane;
  • regime forfetario ex articolo 1, commi 54-89, della Legge190/2014;
  • regime dei minimi ex articolo 27, commi 1-2, del D.L. n. 98/2011.


Anche le Pubbliche Amministrazioni sono esonerate dall’obbligo dell’invio ma solo per quel che concerne i dati relativi alle fatture ricevute. Tale esonero è la conseguenza dell’obbligo di invio, verso tali soggetti, delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio (SID).

Nel caso di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, cessioni di azienda, conferimenti ecc.) a seguito delle quali il soggetto dante causa si è estinto, il soggetto avente causa deve trasmettere distinte comunicazioni relative ai:

  • dati delle sue fatture;
  • dati delle fatture del soggetto dante causa estinto, relativi al periodo nel quale ha avuto efficacia l’operazione straordinaria;
  • dati delle fatture relative al periodo precedente l’operazione straordinaria, nel caso in cui il soggetto dante causa non vi abbia autonomamente provveduto poiché i termini per l’invio non erano ancora decorsi.


 2. Ambito oggettivo

Sono oggetto di comunicazione all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle:

  • fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione;
  • fatture ricevute e bollette doganali, registrate ai sensi dell’articolo 25 del D.P.R. n. 633/1972;
  • note di variazione.

A tal riguardo, l’Agenzia conferma che l’obbligo di comunicazione riguarda ogni singola fattura emessa, indipendentemente dalla modalità di registrazione e dall’ammontare. Pertanto, costituiscono oggetto della comunicazione anche le fatture attive/passive di importo non superiore ad euro 300,00, indipendentemente dal fatto che sia stato emesso un documento riepilogativo su base mensile.

Non devono, invece, essere oggetto di comunicazione i dati contenuti in altri documenti, quali ad esempio, schede carburante, gli scontrini e le ricevute fiscali. Infine, nel caso di acquisti di beni per i quali trova applicazione il meccanismo del reverse charge (sia interno che per gli acquisiti intra-UE) l’Agenzia delle entrate precisa che le relative fatture devono essere comunicate soltanto nella sezione prevista per le fatture ricevute.

 3. Dati da comunicare

Dal punto di vista tecnico, le informazioni da trasmettere all’Agenzia delle entrate sono contenute in un file denominato “Dati fattura”, in formato xml. Con particolare riguardo alle informazioni da inserire nel tracciato, relative alla natura dell’operazione indicata in fattura, occorre precisare quanto segue:

 
Indicazioni per le fatture emesse: per le fatture emesse, il campo “natura” dell’operazione deve essere inserito nel tracciato del file solo nel caso in cui il cedente/prestatore non abbia indicato l’imposta in fattura, avendo inserito una specifica annotazione. Per queste operazioni, quindi, non deve essere valorizzato il campo “Imposta”, ma il campo “natura” (corrispondente all’annotazione), con l’inserimento di uno specifico codice.

 
Indicazioni per le fatture ricevute:
per le fatture ricevute, il campo “natura” può essere valorizzato con gli stessi codici previsti per le fatture emesse, con l’unica differenza che, nel caso in cui la fattura ricevuta riporti l’annotazione “inversione contabile (reverse charge)”, oltre a riportare nel campo “natura” la codifica “N6” vanno anche obbligatoriamente valorizzati i campi “Imposta” e “Aliquota”.

Con riguardo al dato da inserire nel tracciato del file relativo al “numero della fattura, l’Agenzia precisa che il relativo campo deve essere sempre valorizzato. Pertanto, dato che il numero riportato nelle fatture ricevute non deve essere obbligatoriamente annotato nel registro degli acquisti, il contribuente che non avesse a disposizione tale dato, può valorizzare il campo del tracciato “numero” con il valore “0”. Infine, si segnala che nel caso in cui nelle bollette doganali non siano presenti i dati del cedente, si devono indicare nella comunicazione i dati dell’Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.