Concordato fallimentare: diritto al voto dei creditori privilegiati anche se integralmente soddisfatti

Crisi d'impresa

Attraverso un’interpretazione estensiva dell’articolo 127 della Legge Fallimentare, la Corte di Cassazione - sentenza n. 22045 del 31 ottobre 2016 - ha stabilito che qualora una proposta di concordato fallimentare preveda il pagamento per l’intero del credito dei privilegiati, ma secondo tempistiche dilazionate, tale proposta dovrà - nella sostanza - essere equiparata ad una soddisfazione non integrale. Ciò comporterà l’ammissione dei creditori privilegiati alle procedure di voto in modo che essi possano esprimere le proprie determinazioni in ordine all’approvazione della proposta.

Secondo il dettato della Legge Fallimentare, infatti, i creditori privilegiati, per i quali è prevista una soddisfazione integrale, non dovrebbero essere ammessi al voto. Tuttavia, secondo la Corte, il pagamento dilazionato è da considerarsi come l’equivalente di una soddisfazione parziale dal momento che il frazionamento comporta un sacrificio per il creditore che non può disporre immediatamente delle somme a lui spettanti.

 

Rif. Corte di Cassazione, Sez. I, sentenza n. 22045 del 31 ottobre 2016