Concordato preventivo e transazione fiscale

Crisi d'impresa

La previsione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all' art. 182 ter l. fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da una transazione fiscale. L’IVA è pertanto falcidiabile nel concordato preventivo senza transazione fiscale. Questo è il principio sancito dalla Cassazione a Sezioni Unite con le sentenze n. 26988, depositata il 27 dicembre 2016 e n. 760 depositata il 13 gennaio 2017. Con le pronunce citate, le Sezioni Unite hanno sancito tale principio componendo, dopo molti anni, il contrasto interpretativo in merito alla questione del credito IVA nell’ambito del concordato preventivo. 

Tuttavia, si segnala che le sentenze intervengono quando la Legge di Bilancio 2017 del 11.12.2016 n. 232/2016 (art. 1, comma 81), ha appena modificato lo scenario normativo di cui all’art. 182 ter l. fall. prevedendo, in particolare, (i) l'obbligatorietà della transazione fiscale per il pagamento dilazionato o parziale dei tributi (disposizione che non pare dunque del tutto in linea con le citate pronunce secondo cui il per pagamento dilazionato o parziale dei tributi attraverso la transazione fiscale è meramente facoltativa nel procedimento di concordato preventivo); (ii) la falcidiabilità di tali crediti in presenza di determinati presupposti.

 Rif: Cass. Civ., SS.UU., sentenza 27 dicembre 2016 n. 26988; Cass. Civ., SS.UU., sentenza 13 gennaio 2017 n. 730; Legge 11 dicembre 2016 n. 232