Depositi IVA: nuovo appeal con la dichiarazione sostitutiva

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Con la pubblicazione del D.M. 23 febbraio 2017, i depositi IVA riacquistano presso gli operatori economici quell’appeal che avevano in parte perso a seguito delle modifiche recate dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio. La tanto temuta possibilità di dover assolvere l’IVA secondo le modalità ordinarie nel caso di estrazione dai depositi IVA di beni immessi a seguito di importazioni, ha dapprima ceduto il posto all’assolvimento dell’imposta mediante il meccanismo del reverse charge, previa presentazione di apposita garanzia e, da ultimo, previa presentazione di un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante l’affidabilità del soggetto estrattore. In questo rincorrersi di modifiche, si può sostenere che, di fatto, nessuna novità di entità rilevante abbia interessato le modalità di estrazione dei beni dal deposito IVA. Si tratta solo di qualche tutela in più per l’interesse erariale.

L’affidabilità del contribuente, condizione necessaria per non dover presentare la garanzia all’atto dell’estrazione dei beni di provenienza extracomunitaria dai depositi IVA, va provata nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di cui l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello e le istruzioni per la compilazione con provvedimento del 24 marzo 2017.
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