Dichiarazione infedele: la riduzione della sanzione ammessa solo in caso di accertamento

Contenzioso tributario

L’Agenzia delle entrate, con Risoluzione n. 131/E/2017, ha chiarito che la riduzione di un terzo della sanzione amministrativa comminata in caso di infedele dichiarazione per errata imputazione temporale di un elemento di reddito presuppone la previa attività accertativa, non potendo applicarsi autonomamente in sede di ravvedimento operoso. Tuttavia, laddove detta violazione riguardi più annualità e con riferimento ad una di esse sia stata già contestata dall’erario, la regolarizzazione delle restanti può essere autonomamente effettuata dal contribuente, ravvedendo la sanzione, nella misura ridotta. In tal caso, infatti, il contribuente non sarebbe chiamato ad inquadrare la violazione commessa nella tipologia di errore che consente la riduzione della sanzione, dato che la stessa è già stata in tal senso qualificata dall’organo accertatore.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione n. 131/E del 23 ottobre 2017