Google sanzionata dall’antitrust per violazione della direttiva sul diritto d’autore e abuso di posizione dominante

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Diritto della proprietà intellettuale

Il colosso del web è stato sanzionato ancora una volta per violazione della normativa antitrust e in particolare per abuso di posizione dominante.

Come si ricorderà (https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/direttiva-sul-copyright-e-liberta-di-espressione-tanto-rumore-per-nulla/), la Direttiva sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale approvata lo scorso anno dopo un travagliato iter legislativo (peraltro con il voto contrario del nostro Paese) riconosce espressamente all’art. 15 in capo agli editori di giornali i diritti di riproduzione e di comunicazione relativamente all’utilizzo on-line delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi di condivisione di contenuti online. Questi ultimi, in base all’art. 2 n. 6 della Direttiva sono quei soggetti “il cui scopo principale o uno dei principali scopi è quello di memorizzare e dare accesso al pubblico a grandi quantità di opere protette dal diritto d’autore o altri materiali protetti caricati dai suoi utenti, che il servizio organizza e promuove a scopo di lucro”: si pensi appunto a Google.

Il primo Paese a recepire la Direttiva è stata la Francia nell’ottobre del 2019. Senonché, di fronte al secco rifiuto da parte di Google di remunerare gli editori francesi, che hanno dunque sostanzialmente acconsentito di concedere a Google licenze gratuite per l’utilizzo e la visualizzazione dei propri contenuti protetti dal diritto d’autore, senza alcuna negoziazione e senza ricevere alcun compenso da Google, disposta altresì solo a ridurre in modo significativo la lunghezza degli estratti degli articoli (c.d. “snipped”), i gruppi editoriali, i sindacati e l’agenzia di stampa AFP (Agence France Presse) hanno proposto un ricorso davanti all’autorità antitrust transalpina per abuso di posizione dominante.

L’Autorité de la concurrence si è pronunciata lo scorso 9 aprile (https://www.autoritedelaconcurrence.fr/fr/communiques-de-presse/droits-voisins-lautorite-fait-droit-aux-demandes-de-mesures-conservatoires) ritenendo le pratiche Google –  la cui quota di mercato in termini di numero di richieste mensili è nell’ordine del 90% e che si trova dunque in una posizione dominante sul mercato francese dei servizi di ricerca – anticoncorrenziali, in particolare per aver “sfruttato la possibilità lasciata agli editori e alle agenzie di stampa di concedere licenze gratuite per imporre un principio di non remunerazione per la visualizzazione dei contenuti protetti sui suoi servizi, senza alcuna possibilità di negoziazione”.

Ritenuta dunque la violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, in base al quale “è incompatibile con il mercato interno e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale di questo” e in particolare la lett. a) dello stesso, secondo cui “tali pratiche abusive possono consistere … nell'imporre direttamente o indirettamente prezzi d'acquisto, di vendita od altre condizioni di transazione non eque”, l’antitrust francese ha ingiunto al colosso del web di intraprendere, entro tre mesi, i negoziati con gli editori e le agenzie di stampa sulla remunerazione per il riutilizzo dei loro contenuti protetti. L’ingiunzione dovrà essere applicata retroattivamente dal 24 ottobre 2019, giorno di entrata in vigore della legge francese di recepimento della Direttiva.

Tenendo conto che i Paesi europei hanno tempo fino al marzo del 2021 per recepire la Direttiva, e che le stesse problematiche si porranno in ognuno di essi, Italia compresa, la decisione francese segna un “primo passo storico” (così Carlo Perrone, presidente ENPA, Associazione Europea Editori), anche data la crisi che l’editoria sta vivendo da anni.