Il conflitto d'interessi tra creditori nel concordato preventivo e fallimentare

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Crisi d'impresa

Il conflitto di interessi tra creditori nel sistema concordatario è da sempre oggetto di acceso dibattito giurisprudenziale e dottrinale. La normativa fallimentare non prevede disposizioni specifiche volte a tipizzare e regolamentare l’istituto, diversamente da quanto accade in ambito societario.

La recente riforma della Legge Fallimentare operata nel giugno 2015 ha reso ancor più attuale il tema d’indagine in quanto ha apportato modifiche al concordato preventivo quali l’introduzione della facoltà per i creditori (già prevista per il concordato fallimentare) di formulare una proposta di concordato concorrente a quella del debitore: tuttavia, mentre per il concordato preventivo, a seguito della predetta novella, il legislatore ha introdotto espressamente alcune contromisure volte a neutralizzare i possibili effetti pregiudizievoli sorti in conseguenza del conflitto di interessi, diversamente, per il concordato fallimentare, non è stato operato alcun intervento con evidente asimmetria tra le due fattispecie.

Particolarmente emblematico è, in particolare, il caso del creditore-proponente il concordato il quale riveste il duplice ruolo di proponente e di accettante la (sua stessa) proposta. Egli non viene espressamente escluso dal voto potendo dunque influenzare l’iter di approvazione del concordato, benché il suo interesse al maggior soddisfacimento del credito personale possa confliggere con quello degli altri creditori.

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