Importazione di beni: la comunicazione della partita IVA non è un requisito di natura sostanziale

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La Corte di Giustizia UE, con sentenza relativa alla causa C-108/17, depositata il 20 giugno 2018, ha concluso che le autorità competenti di uno Stato membro non possono rifiutare di concedere il regime di non imponibilità IVA all’importazione per il solo motivo che, a seguito di un mutamento di circostanze intervenuto successivamente all’importazione, i prodotti siano stati ceduti a un soggetto passivo diverso da quello il cui numero di identificazione IVA era stato indicato nella dichiarazione d’importazione, allorché l’importatore ha comunicato tutte le informazioni relative all’identità del nuovo acquirente alle autorità dello Stato UE di importazione. E ciò a condizione che le condizioni sostanziali per la non imponibilità IVA della successiva cessione intracomunitaria siano effettivamente soddisfatte.

 

Rif. Corte di Giustizia UE, sentenza 20 giugno 2018, relativa alla causa C-108/17