Invalido l’accertamento in materia di prezzi di trasferimento che si basa su un metodo diverso da quello utilizzato nel processo verbale di constatazione

Fiscalità internazionale

Con sentenza n. 2629/24 del 13 giugno, la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha confermato una sentenza di primo grado che aveva annullato un avviso di accertamento in tema di prezzi di trasferimento per aver l’Agenzia delle entrate utilizzato un indicatore di redditività diverso da quello applicato nel processo verbale di constatazione. In sede di accertamento, l’Agenzia delle entrate aveva riconosciuto la correttezza delle osservazioni di parte per cui l’indice utilizzato in verifica non poteva essere applicato uniformemente all’ammontare di tutti i ricavi poiché occorreva prendere in considerazione solo i ricavi derivanti da transazioni infragruppo. Nonostante ciò, l’Agenzia non invitava il contribuente a produrre la documentazione occorrente per isolare solamente i ricavi infragruppo, procedendo all’applicazione di un indice completamente diverso. A parere dei giudici ciò costituiva una violazione dell’obbligo di lealtà che vanifica completamente il senso del contraddittorio anticipato. Inoltre, i giudici di seconde cure hanno rilevato un’applicazione errata del metodo utilizzato poiché basato su un campione non rappresentativo dei beni commercializzati nonché su una estrapolazione di società ritenute comparabili con volumi di affari notevolmente inferiori alla società verificata. L’Agenzia non aveva inoltre considerato che negli anni precedenti alle contestazioni la società avesse costantemente conseguito una redditività superiore a quella dei soggetti comparabili e che la diminuzione dei prezzi per gli anni oggetto di verifica dipendesse dalla rinegoziazione degli accordi con un importante cliente terzo. La sentenza ribadisce quanto già affermato dalla medesima CTR con sentenza n. 3026/24 del 7 luglio 2017 relativamente ai medesimi fatti per un diverso periodo d’imposta.

 

Rif. Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sentenza 13 giugno 2018, n. 2629/24