La gestione dei rapporti di lavoro nell’ambito dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento

Crisi d'impresa

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato in data 27 febbraio 2018 il documento relativo a “La gestione dei rapporti di lavoro nell’ambito dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento”.

Con tale studio la Fondazione, dopo avere ripercorso i tratti essenziali dei procedimenti descritti dalla Legge 3/2012 - con maggiore attenzione all’accordo di composizione della crisi e alla liquidazione del patrimonio del debitore – ha affrontato il tema della crisi dei debitori non fallibili che rivestono contestualmente la qualifica di datori di lavoro per individuare gli strumenti di gestione dei rapporti di lavoro dipendente e delle eventuali eccedenze di personale.

La problematica sorge dal fatto che la legge 3/2012 non contiene alcuna previsione relativa alla gestione dei rapporti di lavoro né in caso di cessazione dell’attività d’impresa né in ipotesi di continuazione della stessa.

Da quanto emerge dal documento tale lacuna non sembrerebbe colmabile mediante il ricorso alle regole previste per la gestione dei rapporti di lavoro nelle altre procedure concorsuali quanto piuttosto con l’applicazione della disciplina ordinaria per i datori di lavoro in stato di crisi.

Il datore che intenda sospendere i rapporti di lavoro nell’ambito delle procedure di cui alla Legge 3/2012 potrà domandare la Cigs a condizione che ci siano reali possibilità di salvaguardare la continuazione, diretta o indiretta, dell’attività di impresa; mentre il datore che si colloca al di fuori del campo di applicazione dell’istituto della cassa integrazione potrà avvalersi dei nuovi fondi di solidarietà.

In caso di cessazione dell’attività o di un suo ridimensionamento, l’eccedenza di personale dovrà essere gestita mediante la cessazione dei rapporti di lavoro interessati secondo la disciplina dei licenziamenti individuali (Legge 604/1966) o collettivi (Legge 223/1991); alternativamente il datore di lavoro potrà scegliere per la continuazione indiretta dell’attività di impresa tramite il trasferimento d’azienda.

Laddove, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro derivante dall’accertamento del definitivo stato di insolvenza del datore di lavoro, i dipendenti vantino dei crediti relativi a contribuzioni non corrisposte o alla mancata liquidazione del TFR, potranno richiedere l’intervento del Fondo di Garanzia, istituito presso l’Inps.

 

Rif. Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Documento di ricerca, La gestione dei rapporti di lavoro nell’ambito dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento, 27 febbraio 2018