La responsabilità dei sindaci per omesso controllo sull’attività gestoria

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Corporate, Finance e Capital Market

La vicenda oggetto della sentenza n. 21662 del 5 settembre 2018 della Corte di Cassazione riguarda fatti di mala gestio commessi dagli amministratori di una società cooperativa a responsabilità limitata e l’omesso controllo sulla condotta gestoria da parte dei sindaci della stessa.

La condotta degli amministratori è consistita nella redazione di alcuni bilanci senza rispettare i principi contabili, valutando erroneamente gli ammortamenti e le immobilizzazioni in bilancio.

I sindaci, da parte loro, avevano evidenziato nelle relazioni al bilancio lo squilibrio patrimoniale, la sottocapitalizzazione, l’indebitamento e l’inadeguatezza dei fondi di ammortamento senza, tuttavia, attivarsi per assicurare che l’organo gestorio effettuasse correttamente le valutazioni a norma dell’art. 2426 c.c.

Ne erano derivati bilanci in pareggio o in utile, pertanto in apparenza idonei a fondare l’affidamento dei creditori in ordine alla solidità patrimoniale della società e alla garanzia patrimoniale generica espletata dal patrimonio della stessa, sebbene nei fatti recassero utili di esercizio fittizi.

Con la pronuncia in commento la Corte di Cassazione si è espressa, in particolare, in ordine a un duplice profilo relativo all’azione di responsabilità ai sensi dell’art. 2394 c.c. – cui si rinvia implicitamente nell’art. 146, comma 2, lett. a), l.fall. - interessandosi, da un lato, della prescrizione dell’azione e, dall’altro, dei presupposti al ricorrere dei quali sorge la responsabilità in capo, specificamente, ai sindaci.

Con riguardo al primo profilo la Corte di Cassazione ha affermato che “in tema di prescrizione dell'azione di responsabilità promossa dai creditori sociali, ai sensi dell'art. 2394 c.c. il bilancio costituisce, per la sua specifica funzione, il documento informativo principale sulla situazione della società non solo nei riguardi dei soci, ma anche dei creditori e dei terzi in genere, onde un bilancio in attivo o in pareggio è idoneo ad offrire un'informazione rassicurante ed affidabile. Allorché, poi, nonostante la relazione dei sindaci al bilancio, in cui si evidenzi l'inadeguatezza della valutazione di alcune voci, l'assemblea deliberi comunque la distribuzione degli utili ai soci ai sensi dell'art. 2433 c.c. senza obiezioni, in quella sede, da parte degli organi sociali di gestione e di controllo, l'idoneità, o no, di detta relazione sindacale ad integrare di per sé l'elemento della oggettiva percepibilità per i creditori circa la falsità dei risultati attestati dal bilancio sociale rimane oggetto di un apprezzamento di fatto, riservato al giudice del merito”.

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