Legge di conversione del DL n. 148/2017: principali novità

Consulenza tributaria e tax compliance

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva - lo scorso 30 novembre 2017 - la legge di conversione del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148 (c.d. “Collegato alla Legge di bilancio per il 2018”), confermando il testo trasmesso dal Senato, ad oggi in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Di seguito si riporta una breve sintesi delle principali novità.

Estensione della definizione agevolata dei ruoli

La legge di conversione del DL n. 148/2017 interviene sulla disciplina della c.d. “rottamazione dei ruoli”, prevedendo tre distinte ipotesi.

Rate scadute e riapertura dei termini

Viene differito dal 30 novembre al 7 dicembre 2017 il termine ultimo entro il quale effettuare il pagamento delle rate scadute a luglio, settembre e novembre 2017 per essere riammessi alla rottamazione dei ruoli.

Viene inoltre differito da aprile a luglio 2018 il termine per il versamento della prima rata da versare nel 2018 (la seconda viene confermata per il mese di settembre 2018).

La nuova definizione agevolata

Sono riaperti i termini per la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 30 settembre 2017.

L’Agente della riscossione è tenuto a inviare entro il 31 marzo 2018, a mezzo posta ordinaria, una comunicazione contenente i dati relativi ai carichi fiscali affidati ad essa tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2017, in relazione ai quali non risultino ancora notificate le relative cartelle di pagamento.

Successivamente, il contribuente che intende aderire alla nuova definizione agevolata è tenuto a presentare (a mani o a mezzo PEC) entro il termine perentorio del 15 maggio 2018 il nuovo Modello DA-2017 (disponibile sul sito dell’ADER) ed attendere l’invio, entro il 30 giugno 2018, della relativa comunicazione contemplante – salvo diniego – gli importi definitivi da versare, con indicazione delle relative scadenze e allegazione dei bollettini di pagamento.

Il nuovo Modello DA-2017 prevede espressamente la possibilità di assumere l’impegno alla rinuncia ai contenziosi in essere con l’ADER relativamente ai carichi fiscali oggetto di definizione.

I versamenti di quanto dovuto possono essere effettuati in unica soluzione o ripartiti in un massimo di tre rate, aventi ad oggetto le prime due l’80% del debito complessivo, da pagarsi rispettivamente nei mesi di ottobre e novembre 2018; la terza ed ultima rata (pari al restante 20% del debito complessivo) deve essere pagata entro febbraio 2019.

Sulle somme dovute per la definizione si applicano a decorrere dal 1° agosto 2018 gli interessi per la dilazione del pagamento.

È ammessa la compensazione delle somme dovute con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Il mancato versamento nei termini, nonché l’eventuale pagamento in misura ridotta di quanto dovuto comporta la decadenza dai benefici della procedura, salva l’acquisizione degli importi versati a titolo di acconto sul quantum complessivamente dovuto.

In caso sussista un precedente piano di rateizzazione, inoltre, è ammessa la richiesta di adesione alla nuova rottamazione anche laddove il contribuente non sia in regola con i relativi pagamenti.

Piani di dilazione in essere e regolarizzazione dei versamenti

Vengono riammessi alla definizione agevolata anche i contribuenti che si sono visti respingere l’istanza di adesione per mancato versamento delle rate di preesistenti piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016 e scadute al 31 dicembre 2016.

A tal proposito, il contribuente deve manifestare la volontà di avvalersi della rottamazione, presentando (a mani o a mezzo PEC) all’Agente della riscossione, entro il 15 maggio 2018, apposita istanza (Modello DA-R) ed attendere che lo stesso gli comunichi:

  1. entro il 30 giugno 2018, l’importo delle rate scadute al 31 dicembre 2016 e non pagate;
  2. entro il 30 settembre 2018, gli importi per definire i ruoli e le relative scadenze.

Il contribuente è tenuto a versare:

  1. in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2018, l’importo delle rate scadute al 31 dicembre 2016 e non pagate. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di tale importo determina automaticamente l’improcedibilità dell’istanza;
  2. in due rate consecutive di pari ammontare, scadenti rispettivamente nei mesi di ottobre e novembre 2018, l’80% delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione e l’ultima rata relativa al restante 20% delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione agevolata entro febbraio 2019.

È ammessa la compensazione delle somme dovute con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Spesometro

Non è sanzionata l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre 2017, ove le comunicazioni vengano effettuate correttamente entro il 28 febbraio 2018.

A decorrere dal 2018, i contribuenti possono optare per la trasmissione semestrale (e non trimestrale) dei predetti dati.

Per le fatture di importo inferiore a euro 300, registrate cumulativamente, la trasmissione dei dati all’Agenzia delle entrate può avvenire con un unico documento riepilogativo.

Da ultimo, si segnala che nel caso di esercizio dell’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute tramite il Sistema di Interscambio (SdI) per l’omessa o infedele trasmissione di detti dati si applica una sanzione amministrativa pari ad euro 2 per ciascuna fattura, con il limite massimo di Euro 1.000 (ridotta a Euro 500 per le correzioni effettuate entro 15 giorni), per ciascun trimestre (in luogo della previgente sanzione amministrativa compresa tra euro 250 e euro 2.000).

Estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A.

A decorrere dal 1° gennaio 2018, accanto ai soggetti già interessati di cui all’articolo 17-ter del DPR n. 633/1972, il meccanismo dello split payment (o scissione dei pagamenti) si applica anche nel caso di cessioni di beni e/o prestazioni di servizi rese nei confronti dei seguenti soggetti:

  • enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le      aziende pubbliche di servizi alla persona;
  • fondazioni partecipate da PA per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
  • società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, da enti di cui ai punti precedenti;
  • società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70% anche da enti di cui ai punti precedenti.

Si demanda all’emanazione di un apposito decreto del MEF l’individuazione delle relative disposizioni attuative.

Bonus pubblicità

Viene esteso l’ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione del c.d. “bonus pubblicità”, introdotto dal DL n. 50/2017. Detto bonus consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti in campagne pubblicitarie su stampa quotidiana e periodica e su emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali effettuate da imprese e lavoratori autonomi a decorrere dal 1° gennaio 2018 (il DL n. 148/2017 ha anticipato la decorrenza al 1° gennaio 2017 per gli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa quotidiana o periodica).

Il credito viene concesso a condizione che il valore dell’investimento superi almeno dell’1% quelli analoghi effettuati sugli stessi mezzi di comunicazione nell’anno precedente e nella misura del 75% del valore degli stessi.

La legge di conversione del DL n. 148/2017 dispone che possono beneficiare dell’agevolazione in parola anche gli enti non commerciali e che la stessa venga concessa anche nel caso di investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa quotidiana e periodica diffusa on line.

Regolarizzazione di somme e valori detenuti all’estero in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale

I soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero i loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’AIRE e coloro che hanno prestato la propria attività lavorativa in modo continuativo all’estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi (c.d. “frontalieri”) possono regolarizzare le attività depositate e le somme detenute su conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero alla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL n. 148/2017, derivanti da redditi di lavoro dipendente e autonomo prodotti all’estero, mediante il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni ed interessi.

Possono essere oggetto di regolarizzazione anche le somme e le attività derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della propria attività lavorativa in via continuativa.

A tal fine, gli autori delle predette violazioni devono presentare apposita istanza di regolarizzazione entro il 31 luglio 2018 e adempiere spontaneamente al versamento di quanto dovuto:

  • in unica soluzione entro il 30 settembre 2018, senza possibilità di effettuare compensazioni nel modello F24, ovvero
  • in tre rate mensili consecutive di pari importo, di cui la prima rata entro il 30 settembre 2018.

La procedura di regolarizzazione si perfeziona al momento del versamento di quanto dovuto in unica soluzione o dell’ultima rata.

In caso di adesione a detta procedura, i termini per l’accertamento in scadenza a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono fissati al 30 giugno 2020, limitatamente alle somme e alle attività oggetto della procedura di regolarizzazione.

Infine, sono escluse dalla regolarizzazione le attività e le somme già oggetto di collaborazione volontaria e comunque non si dà luogo al rimborso delle somme già versate.

Regime fiscale per i lavoratori impatriati

Viene previsto che i lavoratori altamente qualificati che hanno trasferito la residenza in Italia entro il 31 dicembre 2015, possono beneficiare del regime fiscale previsto per i c.d. “lavoratori impatriati” secondo il quale si ha l’esclusione dalla formazione del reddito complessivo del 50% dei redditi ivi prodotti per il periodo compreso tra il 2017 e il 2020 (in luogo del 2016 e 2017).

Firma digitale per le imprese

È riconosciuta la facoltà di sottoscrivere con firma digitale i seguenti atti di natura fiscale:

  • gli atti relativi alla trasformazione;
  • gli atti relativi alla scissione;
  • i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento delle imprese soggette a registrazione (cessione o affitto).

L’impiego della firma digitale deve avvenire nel rispetto della normativa, anche regolamentare, relativa alla sottoscrizione dei documenti informatici.

Norme in materia di trasparenza societaria

Il DL n. 148/2017, al fine di garantire il presidio della trasparenza societaria, dispone l’estensione degli obblighi comunicativi posti in capo ai soggetti che acquisiscono partecipazioni rilevanti in società quotate, imponendo loro di chiarire espressamente le finalità perseguite con l’operazione posta in essere.

In particolare, viene stabilito che in occasione dell'acquisto di una partecipazione in emittenti quotate pari o superiore alle soglie del 10%, 20% e 25% del relativo capitale, il soggetto acquirente ha l’obbligo di compilare una dichiarazione, destinata alla società interessata, alla Consob e al pubblico, contenente informazioni dettagliate relative all’operazione, e in particolare l’indicazione delle finalità perseguite con la realizzazione della stessa nel corso dei sei mesi successivi.

La legge di conversione del decreto specifica che la CONSOB può individuare con proprio regolamento interno i casi in cui la predetta comunicazione non è dovuta, tenendo in considerazione:

  • le caratteristiche del soggetto che effettua la dichiarazione o,
  • le caratteristiche della società quotata di cui sono state acquistate le azioni.

Registri IVA

Viene stabilito che la tenuta dei registri IVA con sistemi elettronici, è in ogni caso, considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge, se in sede di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultino aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengano stampati a seguito di richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza.

Detrazione canoni di locazione studenti fuori sede

La detrazione d'imposta per canoni di locazione, prevista per gli studenti universitari fuori sede, è estesa anche all'ipotesi in cui l'università sia ubicata in un Comune distante da quello di residenza almeno 50 km e gli studenti fuori sede siano residenti in zone montane o disagiate.

La detrazione viene concessa per i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018.

L’importo da indicare in dichiarazione dei redditi non può essere superiore a 2.633 euro: la detrazione che è applicata nella misura del 19% entro detto limite, spetta anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico.

 

Rif. Legge di conversione del Decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, approvata definitivamente dalla Camera dei deputati il 30 novembre 2017, e ad oggi in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.