Licenziamento del socio lavoratore di cooperativa: si può impugnare anche solo il licenziamento senza obbligo di impugnare anche la delibera di esclusione

Diritto del lavoro

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 27436 del 20 novembre 2017, ponendo fine ad un lungo contrasto giurisprudenziale, hanno stabilito che il socio lavoratore, destinatario di una delibera di esclusione dalla compagine sociale della cooperativa e licenziato per le stesse ragioni, nel caso in cui abbia impugnato il solo licenziamento e non anche la delibera di esclusione, può ottenere unicamente la tutela indennitaria, ma non la reintegrazione nel posto di lavoro.

Secondo le Sezioni Unite, infatti, alla duplicità di rapporti può corrispondere la duplicità degli atti estintivi, in quanto ciascun atto colpisce, e lede, un autonomo bene della vita: la delibera di esclusione dello status di socio, l’interruzione del rapporto di lavoro. Con riguardo ai diversi rimedi esistenti avverso ciascun dei due atti, l'accoglimento della domanda per il risarcimento del danno derivante dal licenziamento illegittimo (pur non idonea a travolgere gli effetti civilistici dell'esclusione) non può essere subordinata all'impugnazione della delibera di esclusione poiché, “pretendere che chi intenda chiedere soltanto la tutela risarcitoria derivante dal licenziamento illegittimo debba impugnare la delibera di esclusione equivarrebbe ad assoggettare la fruizione della prima ad un presupposto proprio della tutela restitutoria, conseguente all'invalidazione dell'esclusione”.

Secondo le Sezioni Unite, pertanto, “in tema di tutela del socio lavoratore di cooperativa, in caso di impugnazione, da parte del socio, del recesso della cooperativa, la tutela risarcitoria non è inibita dall’omessa impugnazione della contestuale delibera di esclusione fondata sulle medesime ragioni, afferenti al rapporto di lavoro, mentre resta esclusa la tutela restitutoria”.

 

Rif. Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza del 20 novembre 2017, n. 27436