Non è elusiva la riorganizzazione aziendale finalizzata all’accesso al regime del consolidato fiscale

Consulenza tributaria e tax compliance

La riorganizzazione della struttura partecipativa di un gruppo societario, realizzata attraverso una serie di atti al fine di soddisfare i requisiti necessari per l’accesso al regime del consolidato fiscale, non costituisce una fattispecie elusiva ai sensi dell’articolo 10-bis della Legge n. 212/2000. Infatti, l’eventuale risparmio d’imposta derivante dall’accesso a detto regime e, in particolare, della compensazione intersoggettiva dei redditi e delle perdite, non può considerarsi indebito in quanto trattasi di un vantaggio offerto dallo stesso sistema tributario e, quindi, non contrario ad esso. È questo il chiarimento reso dall’Agenzia delle entrate, con la Risoluzione n. 40/E del 17 maggio 2018. L’Agenzia ha ribadito il principio generale secondo cui il contribuente può legittimamente perseguire un risparmio d’imposta esercitando la propria libertà di iniziativa economica e scegliendo tra gli atti, i fatti e i contratti quelli meno onerosi sotto il profilo impositivo. Infatti, laddove la norma consenta, per il raggiungimento dell’assetto degli interessi perseguito, la scelta tra i regimi fiscali opzionali ovvero tra diverse strade, tutte poste sullo stesso piano, anche comportamenti un diverso trattamento fiscale, il vantaggio fiscale così ottenuto non può qualificarsi di per sé come indebito.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione n. 40/E del 17 maggio 2018