Ok definitivo alla Riforma del Processo Penale: ecco cosa cambia

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

Mercoledì 14 giugno 2017 la Camera dei deputati, dopo un lungo iter, ha definitivamente approvato la proposta di legge C. 4368, che modifica l’ordinamento penale, sia sostanziale sia processuale, nonché l’ordinamento penitenziario.

La novella normativa comprende, oltre ad una serie di interventi che aggravano le pene per alcuni reati contro il patrimonio e ad elevato allarme sociale (quali furto e rapina aggravati, estorsione e voto di scambio mafioso), diverse novità nell’ambito della procedura, a cominciare dalla nuova causa di estinzione del reato tramite condotte riparatorie per i soli casi di procedibilità a querela soggetta a remissione.

Particolarmente incisive sul piano processuale sono poi le modifiche relative all’allungamento tecnico dei tempi di prescrizione dei reati e all’imposizione di tempi certi per la fase delle indagini preliminari, in particolare, con la previsione del termine di 3 mesi (prorogabile di altri 3 mesi) per la decisione del Pubblico ministero circa l’esercizio o meno dell’azione penale.

D’impatto anche la modifica dell’esecuzione delle pene carcerarie, che svoltano verso un trattamento personalizzato del detenuto, in un’ottica di rieducazione e di reinserimento sociale orientata verso l’esterno. Interventi sostanziali sono anche quelli relativi alle modalità di motivazione delle sentenze, più sintetiche e dirette, alle nuove norme sui riti speciali, allo svolgimento dell’udienza a distanza, alla semplificazione della disciplina del casellario giudiziale ed in tema di intercettazioni (dovranno essere trascritte ed utilizzate nel rispetto della privacy delle persone non coinvolte direttamente dalle indagini. Vengono inoltre ammesse senza limiti – solo per mafia e terrorismo) le intercettazioni ambientali effettuate mediante captatori informatici, i cosiddetti Trojan.

Da ultimo la novella prevede una semplificazione del regime delle impugnazioni, sia per l’appello, ove viene reintrodotto il concordato sui motivi (abrogato nel 2008), che per i ricorsi in Cassazione, ove le Sezioni Unite potranno essere investite subito per dirimere i conflitti di interpretazione tra le sezioni semplici.

 

Rif. Proposta di legge C. 4368