Riconoscimento del privilegio generale all’IVA di rivalsa e alla cassa previdenza: solo dal 1° gennaio 2018

Crisi d'impresa

La legge di bilancio 2018 (art. 1, co. 474, Legge n. 205/2017) modificando l’art. 2751 bis n. 2 c.c., ha introdotto il privilegio generale sul contributo integrativo da versare alla cassa di previdenza ed assistenza e sull’IVA relativi alle prestazioni rese dai professionisti.

In data 23 gennaio 2018, il Tribunale di Milano, Seconda Sezione civile, ha emanato una circolare volta a chiarire l’applicazione o meno della norma in parola anche alle procedure concorsuali in corso, escludendola di default per i crediti già ammessi in quanto tale operazione si oppone alla formazione sicura del giudicato endofallimentare.

Allineandosi a precedenti decisioni della Corte di Cassazione, il Tribunale ha ritenuto che il credito di rivalsa IVA di un professionista che ha eseguito prestazioni a favore di un imprenditore, poi dichiarato fallito, ed ammesso per il relativo capitale allo stato passivo in via privilegiata emetta la fattura per il relativo compenso in costanza di fallimento non è qualificabile come credito di massa da soddisfare in prededuzione, in quanto la prestazione professionale conclusasi prima della dichiarazione di fallimento resta l’evento generatore anche del credito di rivalsa IVA, autonomo rispetto al credito di prestazione, ma ad esso soggettivamente e funzionalmente connesso. Pertanto, il Tribunale di Milano ha riconosciuto l’operatività del privilegio generale per l’IVA di rivalsa e per la Cassa previdenza relativi solo a crediti professionali maturati successivamente al 1° gennaio 2018.

 

Rif. Tribunale di Milano, sezione II, Circolare 23 gennaio 2018