Riforma Gelli: il nuovo quadro disciplinare introdotto dall’art. 590 sexies c.p.

Diritto penale dell’economia e dell’impresa

Con la sentenza n. 28187, depositata il 7 giugno 2017, la Sez. IV della Suprema Corte ha emanato una serie di principi di diritto con riferimento ai nuovi profili penali della responsabilità medica introdotti dalla recente riforma Gelli (L. 24/2017).

In particolare, i Giudici hanno affrontato le novità apportate al quadro disciplinare dall’art. 590 sexies c.p., rubricato “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” e ha affermato che tale disposizione non trova applicazione: i) negli ambiti che, per qualunque ragione, non siano governati da linee guida; ii) nelle situazioni concrete in cui queste ultime, seppure esistenti, debbano essere radicalmente disattese per via delle peculiarità delle condizioni del paziente o per qualunque altra ragione imposta da esigenze scientificamente qualificate; iii) nelle condotte che, sebbene poste in essere secondo un approccio terapeutico disciplinato da linee guida pertinenti e appropriate, non risultino regolate in quello specifico contesto, come nel caso di errore nell’esecuzione materiale di atto chirurgico pur correttamente impostato secondo le relative linee guida.

Inoltre, come previsto dall’art. 2 c.p., per i fatti anteriori può trovare ancora applicazione la disposizione di cui all’abrogato art. 3, comma 1, della nota Legge Balduzzi (L. 189/2012) che aveva escluso la rilevanza penale delle condotte lesive connotate da colpa lieve, nei contesti regolati da linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica.

 


Rif.
Cass. pen., Sez. IV, 7.06.2017, n. 28187/2017