12. Reverse charge: l’Agenzia delle entrate chiarisce il nuovo impianto sanzionatorio

Consulenza tributaria e tax compliance

Il DLgs n. 158/2015 ha ridisegnato la disciplina sanzionatoria del meccanismo del reverse charge di cui articolo 6, comma 9-bis, 9-bis1, 9-bis2 e 9-bis3 del DLgs n. 471/1997.

 

Con la Circolare n. 16/E/2017, l’Agenzia delle entrate ha fornito i seguenti chiarimenti:

  • mancata osservazione degli obblighi connessi al reverse charge “interno” ed “esterno”: viene modificata la misura della sanzione che passa da quella compresa tra il 100% e il 200%, con un minimo di € 258, a quella in misura fissa compresa tra un minimo di € 500 ad un massimo di € 20.000;
  • mancata registrazione delle fatture da parte del cessionario/committente: per la mancata annotazione delle fatture ricevute da parte del cessionario e/o committente nei registri contabili viene prevista l’applicazione di una sanzione compresa tra il 5% e il 10% dell’imponibile non contabilizzato. Circa l’individuazione dell’imponibile di riferimento, l’Agenzia ha precisato che la sanzione del 5% o 10% deve essere commisurata all’importo complessivo dell’imponibile relativo alle operazioni soggette all’inversione contabile riconducibili a ciascuna liquidazione e con riguardo a ciascun fornitore;
  • errata applicazione dell’imposta in modo ordinario, in presenza dei requisiti per l’applicazione del reverse charge e viceversa: si applica la sanzione amministrativa compresa tra € 250 ed € 10.000, al cui pagamento risponde in solido anche il cessionario o committente. Secondo i chiarimenti resi dall’Agenzia rientra nell’ambito di applicazione di tale sanzione anche la fattispecie della c.d. “stabile organizzazione occulta”, ossia il caso di un soggetto residente che abbia assolto l’IVA con il reverse charge relativamente a beni e servizi acquistati presso un soggetto dichiaratosi non residente e di cui successivamente, si è accertata la stabile organizzazione in Italia;
  • Imposta erroneamente assolta dal cessionario o committente per operazioni non soggette ad imposta o inesistenti: si applica la sanzione amministrativa compresa tra il 5% e il 10% dell'imponibile, con un minimo di € 1.000.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Circolare 11 maggio 2017, n. 16/E