Definizione agevolata delle violazioni formali

Contenzioso tributario

Egregi signori,

facendo seguito alla nostra precedente comunicazione del 18 marzo 2019, nella quale sono stati illustrati i profili operativi connessi alla definizione agevolata delle violazioni formali commesse entro il 24 ottobre 2018 – introdotta dall’art. 9 del DL n. 119/2018 – con la presente siano ad evidenziare nuovamente i benefici derivanti dalla stessa.

Si ricorda che possono essere oggetto della definizione agevolata le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti – di carattere formale – che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA, dell’IRAP e sul pagamento dei tributi, quali a titolo esemplificativo:

  • omessa o errata applicazione del meccanismo del reverse charge;
  • omissioni relative all’invio dello spesometro e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA;
  • le omesse indicazioni dei costi balck list;
  • violazioni commesse dagli intermediari abilitati in merito all’omessa o tardiva trasmissione delle dichiarazioni fiscali;
  • l’effettuazione di operazioni in regime di non imponibilità senza aver verificato l’avvenuta trasmissione della dichiarazione di intento.


La regolarizzazione agevolata delle violazioni formali si perfeziona con:

  • la rimozione delle irregolarità o delle omissioni;
  • il versamento di € 200 per ciascuno dei periodi d’imposta cui si riferiscono le violazioni commesse.


Con la Risoluzione n. 37/E/2019, l’Agenzia delle entrate istituto il codice tributo “PF99” denominato “VIOLAZIONI FORMALI - definizione agevolata - art. 9 del DL n. 119/2018” per effettuare il versamento di quanto dovuto tramite modello F24, senza la possibilità di fare ricorso all’istituto della compensazione (in allegato fac -simile).


Chi vorrà avvalersi della sanatoria per regolarizzare le proprie violazioni formali deve esporre il suddetto codice tributo nella sezione “Erario” dell’F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” va indicato il periodo d’imposta - nel formato “AAAA” - a cui si riferisce la violazione.


Il versamento delle somme dovute può essere effettuato in due rate di pari importo, la prima da corrispondersi entro il 31 maggio 2019 e la seconda entro il 2 marzo 2020. È ammesso il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2019.


Lo Studio resta a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario e per valutare insieme a Voi l’opportunità di procedere con la sanatoria.