FATTURE ELETTRONICHE: MODALITA’ E TEMPISTICHE PER L’ASSOLVIMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO

Consulenza tributaria e tax compliance

Scade martedì 23 aprile 2019 il primo termine per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche transitate attraverso il Sistema di Intercambio nel primo trimestre 2019.

 

Soggetti obbligati all’assolvimento dell’imposta di bollo

In base a quanto previsto dal DM 28 dicembre 2018, sono obbligati all’assolvimento dell’imposta di bollo nella misura fissa di € 2,00 per ciascuna fattura, i soggetti che emettono le seguenti tipologie di fatture elettroniche di importo complessivo superiore a € 77,47:

  • fatture fuori campo IVA, per mancanza del requisito oggettivo o soggettivo (articoli 2, 3, 4 e 5, DPR n. 633/1972);
  • fatture fuori campo IVA ex articoli da 7-bis a 7-septies DPR n. 633/1972, per mancanza del requisito territoriale;
  • fatture non imponibili per cessioni ad esportatori abituali che emettono la dichiarazione d'intento (articolo 8, comma 1, lett. c), DPR n. 633/1972);
  • fatture non imponibili, in quanto operazioni assimilate alle cessioni all'esportazione (articolo 8-bis, DPR n. 633/1972), quali cessioni di navi, aeromobili, apparati motori o componenti destinati a navi e aeromobili e prestazioni di servizi destinati a questi ultimi;
  • fatture non imponibili per servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali (articolo 9 DPR n. 633/1972, ad eccezione delle fatture relative a servizi internazionali che siano diretti esclusivamente a realizzare l'esportazione di merci, che sono pertanto esenti da bollo);
  • fatture per operazioni esenti (articolo 10 DPR n. 633/1972);
  • fatture per operazioni escluse (articolo 15 DPR n. 633/1972);
  • fatture emesse dai contribuenti in regime dei minimi (articolo 1, commi 96-117, della L. n. 244/2007 e articolo 27, commi 1-2, DL n. 98/2011) e forfettario (articolo 1, commi 54-89, della L. n. 190/2014).

Al contrario, sono esenti dall’imposta di bollo, le fatture relative a:

  • operazioni non imponibili relative a esportazioni di merci (articolo 8, lettera a) e b), del DPR n. 633/1972);
  • operazioni non imponibili relative a cessioni intracomunitarie di beni (articoli 41, 42 e 58, del DL n. 331/1993);
  • operazioni non imponibili soggette a reverse charge, (art. 17, co. 6, lettere a), a-bis) e a-ter), del DPR n. 633/1972);
  • operazioni non imponibili relative a cessioni dei rottami (art. 74, co. 7 e 8, del DPR n. 633/1972);
  • cessioni all’interno di soggetti aderenti al gruppo IVA.

 

Indicazione nella fattura e sanzioni

Sulla fattura elettronica va indicata la dicitura “assolvimento virtuale dell’imposta di bollo ai sensi del D.M. 17.6.2014”.

Così operando, il cessionario/committente riceve una fattura corretta. Tuttavia, sebbene l’obbligo di apporre il bollo sulle fatture sia a carico del soggetto che la emette, nel caso di ricezione della fattura senza la predetta dicitura, il soggetto destinatario della stessa è solidalmente responsabile del pagamento dell’imposta di bollo.

L’art. 25 del DPR n. 642/1972 fissa a carico di chi omette o paga in misura insufficiente l’imposta una sanzione che va dal 100% al 500% dell’imposta o della maggiore imposta, oltre al pagamento dell’imposta stessa.

Pertanto sarebbe opportuno che l’acquirente, che riceve fattura non bollata, si rechi presso l’ufficio locale delle entrate, entro 15 giorni dal ricevimento della stessa, per regolarizzare il pagamento della sola imposta, escludendo così l’applicazione delle sanzioni a suo carico. Ne deriva, quindi, che in caso di ricezione di fatture non bollate è sicuramente bene allertare la controparte richiedendo la riemissione di fattura corretta.

 

Modalità e tempistica di pagamento

L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche si paga con periodicità trimestrale, entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento, sulla base dell’ammontare calcolato dall’Agenzia delle entrate:

  • primo trimestre: entro il 20 aprile (per il 2019 il 23 dato che il 21 e 22 sono festivi);
  • secondo trimestre: entro il 20 luglio;
  • terzo trimestre: entro il 20 ottobre;
  • quarto trimestre: entro il 20 gennaio.

Il pagamento dell’imposta di bollo può essere effettuato:

  • con addebito su conto corrente bancario o postale;
  • utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate.

I codici tributo da utilizzare sono i seguenti (cfr. Ris. n. 42/E/2019):

  • 2521 per il primo trimestre;
  • 2522 per il secondo trimestre;
  • 2523 per il terzo trimestre;
  • 2524 per il quarto trimestre;
  • 2525 in caso di sanzioni per omesso o ritardato pagamento;
  • 2526 per il pagamento di eventuali interessi per ritardato pagamento.

Tali codici tributo vanno esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con l'indicazione nel campo “anno di riferimento” dell'anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”

Si segnala infine che, per il pagamento dell’imposta di bollo, l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione dei contribuenti dallo scorso 11 aprile nel portale «Fatture e Corrispettivi» un apposito servizio che consente di verificare il calcolo ed effettuare il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche.

Nel caso di adozione dello stesso, i passaggi da seguire sono i seguenti.

L’agenzia delle entrate:

  • acquisisce dalle fatture trasmesse allo SdI l’informazione circa l’avvenuta apposizione del bollo e il relativo importo;
  • riepiloga tutti i bolli relativi a ciascun trimestre, riportando l’informazione dell’importo complessivamente dovuto all’interno dell’area riservata del soggetto passivo IVA presente sul sito dell’Agenzia delle entrate;
  • permette al contribuente di effettuare il pagamento dell’imposta mediante un apposito servizio presente nell’area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24 già predisposto.