In funzione la Procura Europea contro i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE – tematiche in materia di responsabilità dell’ente

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Diritto penale dell’economia e dell’impresa

Dal 1 giugno 2021 è divenuta operativa la Procura Europea (Eppo - European Public Prosecutor's Office) competente allo svolgimento di indagini e all’esercizio dell’azione penale nei confronti degli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea.

La vera novità sta nel fatto che se sino ad oggi il potere di svolgere le indagini era affidato a Procuratori nazionali, con la costituzione dell'Eppo (che ha un potere di indagine equiparabile a quello di una Procura nazionale) la giurisdizione non è più limitata al territorio sello Stato ma si estende all'intero territorio europeo.

Per i reati di competenza della Procura Europea il Pubblico Ministero, se ritiene sussistente la propria competenza e giudica fondata la notizia di reato, esercita l’azione penale applicando le norme di diritto interno, avanti alla giurisdizione dello Stato Membro nel quale si trova il centro dell’attività criminosa, ovvero nel quale è stata commessa la maggior parte dei reati.

La competenza materiale di tale Ufficio è stata individuata dalla Direttiva (UE) 2017/1371 (cd. Direttiva PIF). Si tratta di reati transfrontalieri di frode, di casi di frode IVA che comportano un danno superiore ai 10 milioni di euro, di condotte di truffa ai danni dell’Unione Europea e malversazione di fondi europei, di riciclaggio di proventi di reato, di corruzione attiva e passiva di funzionari europei che danneggi gli interessi finanziari dell’UE.

Quanto al tema della responsabilità amministrativa degli enti si rileva che l’istituzione di tale Ufficio impone alle società che intrattengono rapporti commerciali con l’estero - e che sono per tale ragione  maggiormente esposte al rischio di coinvolgimento in frodi Iva e segnatamente in meccanismi di frodi carosello – di dotarsi di procedure efficaci ai fini dell’individuazione di controparti contrattuali e fornitori in modo da evitare di incorrere in modo in-consapevole in meccanismi illeciti organizzati a livello europeo.

Ciò in ragione della recente introduzione dei reati tributari nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. Nell’ambito dell’attività di implementazione del modello con l’aggiunta della parte speciale in materia di reati tributari sarà pertanto importante prestare attenzione ad una corretta mappatura delle attività che riguardano i rapporti commerciali con l’estero.

Per ulteriori approfondimenti potete consultare il sito dell'Osservatorio 231