Intercettazione di conversazioni o comunicazioni: il Consiglio dei Ministri approva due decreti legislativi di attuazione della legge 23 giugno 2017, n. 103 di riforma del Codice penale, del Codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario

Corporate criminal liability

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha approvato due decreti legislativi di attuazione della legge di riforma del Codice penale, del Codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario i quali intervengono, da un lato sulla disciplina del regime di procedibilità per alcuni reati, aumentando il novero di quelli procedibili a querela di parte, e, dall’altro, sulle disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni e comunicazioni, confermando il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine, ma cercando di creare un giusto equilibrio tra la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione e il diritto all’informazione.

In particolare, le nuove disposizioni introdurranno:

- una nuova fattispecie incriminatrice all’art. 617 septies c.p. rubricata “Diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente”;

- modifiche alla disciplina delle comunicazioni tra avvocato e assistito al fine di garantire una maggior tutela alla riservatezza;

- una nuova procedura a due fasi per il deposito e la selezione del materiale raccolto tramite intercettazione;

- limiti all’utilizzazione dei c.d. trojan horse, vale a dire captatori informatici inseriti in dispositivi elettronici portatili al fine di intercettare comunicazioni o conversazioni.

 

Rif. L. 23 giugno 2017 n. 103 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio 2017 n. 154