Iter procedimentale e licenziamento disciplinare

Labour law

La Sentenza n. 9596 del 18 aprile 2018 pronunciata dalla Suprema Corte ha stabilito che solo con la rinuncia espressa all’audizione orale, le giustificazioni scritte del dipendente risultano sufficienti per dar vita al licenziamento disciplinare.

Nello specifico, la Suprema Corte ha chiarito che le discolpe fornite dal lavoratore per iscritto “consumano il diritto di difesa dello stesso solo quando dalla dichiarazione scritta emerga la rinuncia ad essere sentito ovvero la richiesta appaia, sulla base delle circostanze del caso, ambigua o priva di univocità”.

I giudici di legittimità hanno, altresì, ricordato che l'articolo 7, comma 2, della legge n. 300 del 1970 deve essere interpretato nel senso che il lavoratore è libero di discolparsi nelle forme da lui prescelte - e, quindi, per iscritto o a voce, con l'assistenza o meno di un rappresentante sindacale - con la conseguenza che, ove il lavoratore eserciti il proprio diritto chiedendo espressamente di essere "sentito a difesa" nel termine previsto dallo stesso articolo 7, comma 5, il datore di lavoro ha l'obbligo della sua audizione, funzionale a consentire la piena rispondenza del giudizio disciplinare al principio del contraddittorio fra le parti, e, quindi, alla piena realizzazione del diritto di difesa dell'incolpato.

 

Rif. Sentenza, Cass. Civ., sez. Lav., 18 aprile 2018, n. 9596