Reverse charge generalizzato: rischio incremento delle vendite in nero

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Tax advisory and tax compliance

La Commissione UE ha presentato una proposta di direttiva per l’applicazione generalizzata del meccanismo del reverse charge nel caso in cui il valore delle transazioni sia superiore a 10.000 euro per ciascuna fattura. Secondo l’Italia, però, l’abbandono di un sistema di riscossione a pagamenti frazionati e la conseguente tassazione di tutta l’IVA dovuta nell’ultimo passaggio dell’operazione soggetta al reverse charge comporterebbe che l’acquirente sia il soggetto tenuto al versamento dell’imposta in luogo del fornitore, con conseguenti risvolti soprattutto in termini finanziari sul gettito. Non si può infatti escludere che proprio nell’ultima fase della catena distributiva l’applicazione del reverse charge generalizzato possa risultare fallace, dal momento che la sua introduzione potrebbe determinare un significativo aumento delle vendite in nero.

Applicazione generalizzata del reverse charge per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, nel caso in cui il valore delle transazioni sia superiore a 10.000 euro per ciascuna fattura. È questo il contenuto della proposta di direttiva COM (2016) 811 presentata dalla Commissione UE il 21 dicembre 2016, che si inquadra nel più ampio progetto di VAT Action Plan.
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