Ue: la nuova proposta di riforma del diritto d’autore

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Il 14 settembre 2016 la Commissione europea ha sottoposto al Parlamento e al Consiglio dell’Unione europea una proposta di Direttiva in materia di copyright e di utilizzo digitale dei contenuti da esso protetti. Nello specifico, la proposta – che potrebbe essere approvata entro la fine del 2017 – introduce all’art. 12 la facoltà degli Stati membri di prevedere il c.d. ancillary copyright, ossia il diritto dell’editore a ricevere un equo compenso dai terzi che riproducono le opere per le quali l’editore stesso abbia ottenuto la licenza d’uso. Pertanto, chi condivide il contenuto protetto da copyright (ad esempio i c.d. ”aggregatori di notizie” come Google, da cui trae origine il nome “Google tax”) potrà essere obbligato a remunerare gli editori della testata giornalistica.

Come riportato da alcuni organi di stampa, alcuni dubbi sugli effetti della riforma proposta sono stati sollevati da autorevoli operatori del settore ed associazioni di categoria: tra questi, ad esempio, l’Associazione nazionale stampa online (Anso) la quale, in occasione del recente “European Internet Forum”, ha evidenziato che la Direttiva, se emanata, “finirà per danneggiare l’intero ecosistema della piccola editoria digitale in Italia e in Europa” mentre ad avvantaggiarsi saranno “unicamente i grandi gruppi editoriali che potrebbero da un lato proteggere il proprio contenuto e dall’altro far valere la loro forza per ottenere il pagamento del dovuto”.

Rif: Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul diritto d'autore nel mercato unico digitale n. COM/2016/0593 final - 2016/0280 (COD) del 14 settembre 2016.

(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52016PC0593&from=EN)

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