Valida la cessione d’azienda ad un valore inferiore a quello di mercato

Tax advisory and tax compliance

L’articolo 5, comma 3, del DLgs n. 147/2015, secondo il quale per le cessioni di aziende e di immobili, l’esistenza di un maggior corrispettivo ai fini delle imposte dirette non è presumibile soltanto in base al valore dichiarato, accertato o definito ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, ha efficacia retroattiva, trattandosi di una norma di interpretazione autentica.

A questa conclusione è giunta la Corte di Cassazione - sentenza n. 22221 del 3 novembre 2016 – ritenendo valido il prezzo di cessione di un’azienda e del relativo immobile da parte di una società d persone, anche se inferiore al valore di mercato. La Suprema Corte, infatti, legittima la validità del prezzo di cessione non solo in considerazione del fatto che la riqualificazione dello stesso ai fini dell’imposta di registro non assume rilevanza ai fini delle imposte dirette, ma anche in quanto nel caso di specie, i dissidi sorti tra i soci e il precario stato di salute di uno di essi giustificano la cessione dell’azienda ad un valore inferiore a quello di mercato stimato dall’Amministrazione finanziaria.

 

Rif. Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, sentenza del 3 novembre 2016 n. 22221