Legittimazione del creditore a richiedere il fallimento. Accertamento incidentale

Crisi d'impresa

La Suprema Corte - sentenza n. 23420 del 17 novembre 2016 - ha confermato l’orientamento secondo cui, ai fini della dichiarazione di fallimento, l'accertamento in sede prefallimentare non si fonda sull'esistenza del credito, ma sulla sussistenza dei presupposti del fallimento (tant'è che se il creditore istante vuole essere ammesso al passivo deve presentare domanda di ammissione). Secondo la Corte, il creditore in fase di istruttoria prefallimentare è “colui che vanta un credito nei confronti dell’imprenditore non necessariamente certo, liquido ed esigibile”. Il suo status deve essere oggetto di una valutazione incidentale del Giudice fallimentare e l’eventuale carenza di legittimazione dell’istante, determinerà l’arresto del procedimento per inammissibilità della domanda.

 

Rif. Corte di Cassazione Civile, Sez. I, sentenza del 17 novembre 2016 n. 23420