Azione di responsabilità nei confronti dei sindaci: prescrizione, poteri e doveri

Corporate, Finance e Capital Market

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21662 del 5 settembre 2018 ha affermato che in tema di azione di responsabilità promossa dai creditori sociali ai sensi dell’art. 2394 c.c., il dies a quo della prescrizione decorre dalla data di emersione della perdita nel bilancio, non essendo decisivo che i sindaci, nelle proprie relazioni ai bilanci precedenti quello manifestante la perdita, abbiano evidenziato lo squilibrio patrimoniale, la sottocapitalizzazione, l’indebitamento e l’inadeguatezza dei fondi di ammortamento. Ciò in ragione del fatto che il bilancio costituisce il documento informativo principale sulla situazione della società, nei riguardi dei soci, ma anche dei creditori e dei terzi, pertanto, se il bilancio risulta in pareggio o in attivo fornisce un’informazione rassicurante e affidabile sullo stato della società.

I giudici di legittimità si sono soffermati inoltre sul tema dei poteri di controllo e sulla responsabilità dei sindaci a fronte di iniziative contra legem degli amministratori. Nel caso di specie, in ragione della redazione di bilanci senza il rispetto dei principi contabili da parte degli amministratori, la Corte di Cassazione ha asserito che la responsabilità dei sindaci risiede nel fatto di non avere proficuamente reagito alle modalità individuate dall’organo gestorio al fine di procedere comunque alla distribuzione di utili inesistenti.

Sebbene i fatti oggetto del giudizio siano precedenti alla riforma del 2003 che ha indicato nell’art. 2403 c.c. la portata dei doveri dell’organo di controllo, essi già si estendevano all’attività sociale nel suo complesso in funzione di garantire tutela sia ai soci sia ai creditori sociali e non erano limitati a poteri e doveri determinati a priori dalla legge.

Pertanto, i sindaci hanno l’obbligo di porre in essere con tempestività tutti gli atti necessari e di utilizzare ogni potere di sollecitazione e denuncia di fronte ad iniziative contra legem degli amministratori fino a pretendere da questi azioni correttive del proprio operato.

 

Rif. Corte di Cassazione, sezione prima, sentenza 5 settembre 2018, n. 21662