Corte Ue, non è obbligatorio liquidare la società per trasferirla in un altro Stato membro

Corporate, Finance e Capital Market

La Corte di Giustizia Ue, nella causa relativa alla causa C-106/16, ha affermato che il trasferimento della sede legale di una società senza spostamento della sede effettiva rientra nella libertà di stabilimento. In particolare, è compatibile con tale libertà l’ipotesi in cui una società costituita in conformità con la normativa di uno Stato membro, allo scopo di trasformarsi in una società di altro Stato membro, trasferisca nel territorio di quest’ultimo la propria sede legale, ma non lo stabilimento principale, purché siano soddisfatte le condizioni stabilite dalla normativa di tale ultimo Stato e, in particolare, il criterio per collegare una società all’ordinamento giuridico nazionale.

La Corte ha altresì chiarito che il fatto di stabilire la sede legale di una società in altro Stato membro, al fine di beneficiare di una legislazione più vantaggiosa, non costituisce un abuso del diritto di stabilimento. Pertanto, è incompatibile con la normativa dell’Ue la disciplina nazionale, nel caso di specie polacca, che impone a una società di diritto polacco, che intende effettuare un trasferimento in altro Stato membro, l’obbligo di ottenere la cancellazione dal Registro delle Imprese solo a condizione di avere proceduto alla liquidazione.

 

Rif. Corte di Giustizia Ue, Sentenza 25 ottobre 2017 relativa alla causa C-106/16