Credito d’imposta per attività di ricerca e di sviluppo: nuovi chiarimenti dall’Agenzia

Consulenza tributaria e tax compliance

L’Agenzia delle entrate, con Risoluzione n. 122/E/2017, ha reso una serie di chiarimenti, rispondendo ad una serie di quesiti riguardanti l’individuazione delle attività di ricerca agevolabili e l’ammissibilità di alcune tipologie di costi, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

In particolare, ha chiarito in ordine all’ammissibilità o meno dei costi di acquisto dei materiali per la realizzazione del prototipo di un macchinario, che le spese sostenute per il mero acquisto di semplici materiali o componenti già disponibili sul mercato non possono ritenersi ammissibili all’agevolazione, mentre possono fruire dell’agevolazione tutti i beni materiali ammortizzabili, il cui impiego sia indispensabile per la realizzazione del prototipo.

Con riferimento alle lavorazioni speciali che non possono essere svolte internamente dall’azienda e senza le quali sarebbe impossibile realizzare il prototipo, l’Agenzia ha precisato che esse possono ritenersi ammissibili all’agevolazione, come spese per competenze tecniche, sempre che siano strumentali alla realizzazione del prototipo o di componenti dello stesso. Nel caso in cui, invece, i costi di esternalizzazione afferiscano ad attività riconducibili alla ricerca e sviluppo oppure abbiano un esito positivo o un prodotto innovativo, essi rientrano tra quelli per contratti di ricerca extra-muros.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione del 10 ottobre 2017, n. 122/E