Dalle comunicazioni trimestrali al visto di conformità: evasione IVA nel mirino delle Entrate

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Consulenza tributaria e tax compliance

Tra il 2016 e il 2017 il legislatore fiscale è più volte intervenuto con misure volte a combattere l’evasione IVA e a ridurre il VAT GAP dell’Italia. Ai controlli ex ante che l’Agenzia delle Entrate attua per mezzo dell’invio trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche effettuate - e che consentono, ai contribuenti che decidano di adeguarsi, di presentare una dichiarazione IVA il cui contenuto, di fatto, è stato oggetto di un controllo preventivo - la Manovra correttiva 2017 ha aggiunto un controllo ex post: la necessità di apporre il visto di conformità sulla dichiarazione per compensare i crediti IVA di importo superiore alla nuova soglia di 5.000 euro.

Tra la fine del 2016 e il 2017 sono stati numerosi gli interventi previsti dal legislatore fiscale volti a combattere l’evasione IVA e a ridurre il maggior GAP IVA manifestato dall’Italia rispetto agli altri Paesi UE (che nel periodo compreso tra il 2010 e il 2014, è stato complessivamente di quasi 40 miliardi di euro, pari a circa il 30% del gettito).

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