Dividendi da controllate black list: sì al credito d’imposta indiretto

Consulenza tributaria e tax compliance

Il socio residente nel territorio dello Stato che percepisce indirettamente i dividendi della società controllata localizzata in un Paese black list, tramite una società controllante intermedia estera i cui redditi sono tassati integralmente in Italia ai sensi della disciplina CFC, può usufruire del credito d’imposta indiretto, relativamente alle imposte pagate dalla società residente nel Paese black list. Ciò però a condizione che per tale società risulti dimostrato che essa svolge un’effettiva attività industriale e commerciale, come sua attività principale, nel mercato dello Stato o territorio di insediamento. Sono questi i chiarimenti resi dall’Agenzia delle entrate, nella Risoluzione n. 108/E/2016. Per quanto concerne poi la quantificazione del credito, l’Agenzia h precisato che, qualora lo stesso sia fruito in sede di tassazione separata dei redditi di una CFC in Italia, è necessario in primis determinare l’utile lordo. Successivamente il credito va calcolato secondo le modalità descritte all’articolo 165 del DPR n. 917/186, e spetta fino a concorrenza della quota d’imposta italiana relativa al reddito estero. Tale quota corrisponde al rapporto tra il reddito estero e il reddito complessivo della CFC. Il credito così determinato è scomputabile esclusivamente dalle imposte dovute sul reddito della CFC, risultanti dal quadro RM della dichiarazione dei redditi.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione 24 novembre 2016, n. 108/E