Garante Privacy italiano: sì alla raccolta di dati di pazienti non autosufficienti tramite dispositivi “intelligenti”

TMT e Data Protection

Con provvedimento del 25 gennaio 2018 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul tema della sorveglianza a distanza di pazienti in condizioni di totale non autosufficienza ricoverati all’interno di strutture sanitario-assistenziali. L’Autorità, adita da una fondazione di assistenza sociale e sanitaria anche geriatrica che richiedeva una verifica preliminare ex art. 17 del D.lgs. 196/2003 (“Codice privacy”), ha ritenuto adottabile l’utilizzo di bracciali o cavigliere dotati di un misuratore di frequenza cardiaca e di un localizzatore al fine di assicurare la salute e l’incolumità di pazienti che presentano condizioni fisico/mentali tali da esigere un controllo continuo. I dispositivi sono applicabili solo previo consenso scritto e revocabile del paziente (o del rappresentante legale in caso di incapacità di intendere e di volere) e si basano su una tecnologia che consente l’invio di messaggi di allarme al personale sanitario nonché l’attivazione del sistema di videosorveglianza più vicino al paziente, le cui immagini non devono essere conservate per più di 72 ore. La localizzazione del sistema di videosorveglianza dovrà però essere limitata al perimetro della struttura, in coincidenza con eventi potenzialmente pericolosi per il paziente, come l’allontanamento o l’accesso ad aree precluse. Saranno altresì necessarie la consegna di un’adeguata informativa al paziente, l’istituzione di una commissione interna che vagli periodicamente la necessità del sistema, la formazione del personale sanitario e attività di informazione periodiche e sistematiche per gli interessati, i loro familiari e per il personale, sia prima che dopo l’attivazione del sistema.