Il controllo sui lavoratori attraverso la geolocalizzazione e la localizzazione satellitare dei dipendenti

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Diritto del lavoro

Con il D. Lgs. n. 151/2015, attuativo di una delle deleghe contenute nel Jobs Act, il legislatore ha modificato e riformulato l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori in materia di impianti audiovisivi e degli altri strumenti di controllo.
La finalità della revisione normativa è stata quella di adeguare l’art. 4, risalente ormai a oltre quarant’anni fa, all’intervenuta evoluzione tecnologica e alle nuove esigenze organizzative e produttive delle imprese.
Nonostante siano trascorsi già due anni dall’entrata in vigore del Decreto,il tema dei controlli a distanza è ancora molto dibattuto in dottrina ed è costantemente oggetto di interventi da parte delle autorità competenti, come hanno dimostrato, di recente, la circolare n. 2 del 7 novembre 2016 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il provvedimento del Garante della Privacy n. 138 del 16 marzo 2017, di cui si illustreranno qui di seguito i punti essenziali.
Alla luce dell’attualità e della costante vivacità della discussione sorta attorno a queste problematiche, nelle note che seguono si cercherà di delineare l’evoluzione che ha caratterizzato la disciplina normativa, con particolare attenzione al dibattuto tema dell’individuazione degli strumenti assegnati ai dipendenti per rendere la
prestazione lavorativa e della geolocalizzazione dei medesimi attraverso il sistema GPS.

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